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Cronaca, La Valle nel VIRUS

Inchiesta per epidemia colposa, Gallera e Fontana in Procura a Bergamo

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana è stato convocato dalla Procura di Bergamo. Con lui l'assessore Giulio Gallera.

Anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana è stato convocato dalla Procura di Bergamo. Con lui nei prossimi giorni raggiungerà Bergamo anche l’assessore al Welfare Giulio Gallera. Entrambi saranno sentiti come soggetti informati sui fatti.

L’indagine per epidemia colposa contro ignoti vuole fare luce sulla riapertura del Pronto soccorso e dell’ospedale di Alzano Lombardo alla scoperta dei primi casi di coronavirus il 23 febbraio e sui morti nelle Rsa.

Un approfondimento si sta svolgendo anche sulla mancata istituzione della tanto ventilata zona rossa tra Nembro e Alzano ai primi di marzo. Il presidente della Regione sarà sentito nei prossimi giorni.

Mentre nei giorni scorsi sono stati sentiti, sempre in riferimento alla gestione dell’ospedale di Alzano, il Direttore Generale dell’ASST Bergamo Est Francesco Locati e il Direttore Sanitario (già condannato in primo grado per le morti in corsia a Varese) Roberto Cosentina. Già sentito anche Luigi Cajazzo, direttore generale Welfare della Regione Lombardia.

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12 Commenti

  • al ha detto:

    Io spero, ma non ci credo, che i responsabili pagheranno le per migliaia di morti dei nostri cari padri, nonni, fratelli…..
    r.i.p.

  • Walter ha detto:

    Sappiamo già che avranno mille motivi da portare per dire che non hanno sbagliato. I tribunali non hanno mai dato grandi risultati su queste vicende. Soldi e tempi spesi per nulla.
    Dovrebbero essere i responsabili a farsi da parte.
    Noi bergamaschi, che abbiamo dato un sacco di voti ai leghisti, siamo stati premiati con pochi bergamaschi ai posti di comando e siamo stati ripagati portandoci in casa degli incompetenti. Spero che chi vota lega si ricordino che è ora e tempo di non farsi più infinocchiare dai politici leghisti che sfruttano i voti bergamaschi per fare carriera e poi fanno danni enormi, con stragi di vite umane bergamasche. A Lecco e Varese, da dove vengono chi sta ai comandi, non sono stati fatti questi errori. Ricordiamoci gente…

    • Marco ha detto:

      È triste dirlo, ma voi leghisti bergamaschi siete sempre e solo serviti a fare numero con il vostro voto in cabina elettorale, vi siete venduti per poco più di uno slogan…padroni a casa nostra.., vi siete lasciati infinocchiare da chi vi prometteva lotta ai rubalavoro immigrati.
      Vi siete resi complici con il vostro voto è la vostra misera propaganda di chi ha gestito così tragicamente la nostra gente.
      Gallera, Fontana &Co. lí sono perché ce li avete messi voi quindi la responsabilità di migliaia di vittime è anche vostra.
      Sperare che da questa vicenda traiate insegnamento è forse utopistico ma lo voglio sperare non foss’altro perché Bergamo e la sua gente merita rispetto.

  • Olmo ha detto:

    Da non leghista (mai votato lega) devo dar ragione a un ex leghista spero. Chi non vuol vedere tutto quanto successo, o é cieco, o é in malafede.

  • ha detto:

    E cera bisogno di centinaia di morti innocenti per capire…?

  • Marco ha detto:

    Sperando che dopo averli sentiti tutti qualcuno venga poi iscritto nel fascicolo degli indagati e paghino per la loro incompetenza ma soprattutto per la loro sfrontatezza nel sostenere di non aver mai fatto sbagli e di dormire sonni tranquilli…..continuo comunque a non capire i vertici leghisti che non solo non li mandino a cagare, ma li difendono pure….bah.

  • ha detto:

    Semplice, loro fanno parte del vertice leghista. Tu hai conosciuto, sentito parlare letto di qualcuno del vertice leghista, che si auto manderebbe a cagare?
    Paghiamo ancora un Bossi condannato noi, non tene ricordi?

    • Marco ha detto:

      Ricordo anche un rampollo leghista con laurea a Tirana consigliere alla regione stipendio 12 mila euro mensili….e gli elettori di quel partito muti…

  • Bergamaschi vi svegliate? ha detto:

    Il duo legaiolo-padano della morte…

  • Olmo ha detto:

    Pochi purtroppo ricordano anche il secondo rampollo ma di primo letto, dell’Umberto.
    Anche quello intraprese la carriera politica, prima del Trota, come portaborse di un deputato o senatore (ora non ricordo esattamente) leghista, ma a fine di quella legislatura visti i risultati lasciò la politica, per spostarsi nell’automobilismo sportivo.

    • Olmo ha detto:

      Errata corrige: il fratello di Bossi era portaborse/assistente di Speroni al parlamento europeo.
      Il figlio Riccardo quello di primo letto, si era interessato/gestiva la Made in Padania Scrl”, una delle “cooperative padane” che Umberto Bossi aveva fortemente voluto nel tentativo di imitare il sistema delle Coop rosse ma che già allora stavano andando a rotoli, Riccardo Bossi replicherà, serafico, alle accuse di nepotismo mosse al padre dalla stampa: “Dov’è il problema? Se uno ha un’azienda chi pensa di inserire? I suoi figli o degli estranei?”. Chiusa la breve parentesi europea (il padre lo farà tornare per mettere a tacere le polemiche) Riccardo potrà dedicarsi interamente alla sua vera passione: le gare di rally. Mi scuso per errori scritti nel primo post, la memoria mi ha ingannato, gli anta…

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