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Cronaca, La Valle nel VIRUS

23 febbraio, riapertura ospedale di Alzano con dentro gli infetti: primi due indagati

In Procura a Bergamo i primi due indagati sulla gestione dell'ospedale di Alzano Lombardo, chiuso e riaperto domenica 23 febbraio 2020.

Dopo due mesi di audizioni in Procura a Bergamo ci sono i primi due indagati sulla gestione dell’ospedale di Alzano Lombardo, il Pesenti Fenaroli che fa parte dell’Asst Bergamo Est.

23 febbraio: la data zero del Coronavirus in Val Seriana

L’indagine per epidemia e omicidi colposi (reato quest’ultimo individuato dopo le prime denunce dei parenti della scorsa settimana), si concentra sulla data zero del Coronavirus in Val Seriana. Domenica 23 febbraio infatti, dopo i tamponi fatti la notte precedente, nei reparti venivano individuati i primi due casi accertati che diventarono già una decina nel giro di un paio di giorni. I primi due e anche gli altri casi, si trovano ricoverati nei reparti (anche da più giorni) di Chirurgia e soprattutto di Medicina. Risulterà malato anche il primario di questo reparto, che guarirà. Perderanno invece la vita l’ostetrica Ivana Valoti e l’impiegato Gennaro Leardi, entrambi dipendenti dello stesso ospedale.

Casi sospetti anche in Pronto Soccorso

Lo stesso 23 febbraio in Pronto soccorso stazionavano inoltre almeno un paio di casi sospetti così nel pomeriggio, alle 15, il presidio venne chiuso. Non solo il pronto soccorso, ma vennero chiusi dentro anche i parenti che stavano nei reparti.

Proprio su queste ore cruciali si concentra l’indagine condotta da Maria Cristina Rota affiancata da un pool di magistrati e consulenti che devono capire e dimostrare se la riapertura della struttura, nella stessa serata di domenica 23 febbraio, abbia causato contagi e morti.

L’identità delle persone sotto inchiesta non è nota. Come persone informate sui fatti erano stati sentiti, tra aprile e maggio, l’ex direttore della Sanità regionale Luigi Cajazzo, il direttore generale dell’Asst di Seriate Francesco Locati e il direttore sanitario Roberto Cosentina. Sentiti a riguardo anche l’assessore al Welfare Giulio Gallera e il presidente regionale Attilio Fontana.

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5 Commenti

  • Olmo ha detto:

    Onore ai parenti delle vittime, senza le loro denunce, forse tutto questo non starebbe accadendo.

  • Nino Cortesi ha detto:

    Prima hanno fatto i gradassi col Governo, poi aiutati dal noto giornale locale hanno escogitato tutta una serie di effetti speciali, compreso il riaprire le ridicole Fiere invece dell’Ospedale di Legnano per fare sparire i danni irreparabili al momento che avevano loro stessi causato dimezzando la sanità pubblica e demolendo la sanità di base.

  • Marco ha detto:

    Attendo il solito leghista che come per la zona rossa addebita la colpa della riapertura al governo di Conte…!

  • enrico pirotta ha detto:

    io non so più cosa pensare, vedo i nostri politici litigare invece di collaborare, pensassero almeno alle migliaia di morti e alle loro famiglie, non ai propri interessi di campagna elettorale.

  • […] di non dimenticare, di accompagnare la ricerca della verità e della giustizia sull’irresponsabile chiudi-e-apri dell’ospedale di Alzano Lombardo, sulla mancata “zona rossa” e su altri fatti su cui la magistratura sta indagando, […]

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