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La montagna assente agli Stati Generali dell’Economia

La montagna assente agli Stati Generali dell'Economia, l'accusa di Consorzio BIM del Lago di Como e dei fiumi Brembo e Serio.

“Roma, Villa Pamphilj, Stati Generali dell’Economia. Sul tavolo la progettazione del Piano di Rilancio dell’Italia. Tanti resoconti mediatici, ma nel Piano Colao, voluto dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, nulla che faccia un qualsiasi riferimento alla Montagna – queste le parole di Carlo Personeni, presidente del Consorzio BIM del Lago di Como e dei fiumi Brembo e Serio”.

Rappresentanti della montagna non coinvolti

Il comunicato di Personeni continua con queste parole:

Non si intravede e non si parla di gente e di territori di montagna. Le Terre Alte non vengono considerate in nessuna riflessione. I loro rappresentanti non sono stati invitati e nemmeno coinvolti.

Certo, si parla di piano di rilancio nazionale, ma le Terre Alte, che rappresentano circa il 60% del territorio italiano e un motore importante dell’economia del Paese, sono state escluse dal dibattito politico. Sembra quasi che i protagonisti del mega-meeting abbiano dimenticato come è fatta l’Italia, non la conoscono a livello geografico.

E’ assurdo. Territori, quelli di montagna, già svantaggiati a livello economico e sociale, che ora, in un dibattito fondamentale e rilevante per il futuro dell’Italia, vengono trascurati ed ignorati assieme ai loro rappresentanti. 

Inutile riempirsi la bocca di montagna, piccoli Comuni, borghi storici, bellezze ambientali, turismo di prossimità, perché poi, alla prova dei fatti, c’è poca cosa, anzi i soliti problemi: infrastrutture purtroppo ancora ferme, investimenti minimi, politiche di rilancio ridotte o inferiori al necessario. No, i bergamaschi non ci stanno. Se qualcuno ha pensato che i montanari, i valligiani, gli abitanti della montagna possono rimanere fuori dai giochi, no! Non va bene. 

Certo, è importante studiare i legittimi indennizzi per i tanti imprenditori lesi dalla crisi economica che stiamo vivendo, ma in tutto questo le Terre Alte, le comunità delle nostre valli, rivendicano un’attenzione maggiore. Non singoli piani per zone limitate, ma vere progettualità di sviluppo socioeconomico dei territori di montagna, mediante pianificazioni di sviluppo infrastrutturale con un orizzonte di almeno 10-15 anni, da realizzarsi in base ad una scala di priorità.

Occorrono aiuti per lo sviluppo delle attività produttive, artigianali, commerciali e turistiche. E’ altresì indispensabile una fiscalità di vantaggio, per alcune categorie che operano in zone montane con limitato sviluppo. Servono investimenti per la banda larga e nel campo digitale. E bisogna procedere immediatamente all’eliminazione di tutta la burocrazia superflua e costosa, in particolare per i piccoli Comuni. Infine, mantenere efficienti quei servizi primari indispensabili, quali trasporti pubblici, scuole, sanità, per fermare l’emorragia dello spopolamento delle Terre Alte.

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2 Commenti

  • 🙄😪 ha detto:

    Come il REFERENDUM che si doveva fare sulla diminuzione dei senatori e deputati, ASSENTE. Nessuno più lo ricorda…

  • luca ha detto:

    Che un governo di “non montanari” si ricordi della montagna la vedo dura.Fossimo stati immigrati magari avremmo avuto qualche attenzione in più.

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