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Cronaca, La Valle nel VIRUS

“Papà lasciato morire”, in Procura la denuncia della famiglia Grigis di Selvino

"Nostro padre lasciato morire", in Procura a Bergamo la denuncia della famiglia di Gianni Grigis di Selvino.

C’erano anche loro questa mattina a Bergamo, in occasione del secondo giorno in cui i membri del Comitato “Noi denunceremo” hanno presentato nuove denunce in Procura: Sabrina e Pamela Grigis, sorelle di Selvino che per il Covid-19 hanno perso l’amato papà Gianni. Insieme a loro, le giovani figlie che hanno voluto esserci per far sì che la morte del nonno non resti impunita.

Quella di Gianni, molto conosciuto nel paese dell’altopiano per il suo impegno per il Comune, è la storia di tanti papà e nonni che si sono ammalati a inizio marzo e che non ce l’hanno fatta, non solo per colpa del virus. Di questo ne sono convinte le figlie che hanno presentato denuncia: “Lo dobbiamo a nostro padre, non gli siamo potute stare vicine. Chi ha sbagliato deve pagare”.

Il ricovero e il decesso

Gianni ha accusato tosse e febbre a inizio marzo per poi aggravarsi il 7 marzo. Nessuno quel sabato rispose alle telefonate al 112 e alla Guardia Medica così venne portato al San Gerardo dai familiari, dove risultò positivo al tampone. Seppure la situazione stesse migliorando, con un trasferimento per la riabilitazione in una clinica, sempre a Monza, Gianni morirà il 22 marzo. “Poco prima ci avevano detto che stava bene ma nella cartella clinica c’è scritto che non veniva alimentato e non gli venivano somministrate le terapie perché non riusciva a deglutire – spiegano le figlie -. L’hanno lasciato morire”.

Insieme a loro questa mattina sono state circa un centinaio le persone della provincia di Bergamo, ma anche di fuori provincia, che hanno sporto denuncia. I documenti redatti dal pool di avvocati coordinati da Consuelo Locati sono contro ignoti e hanno l’obiettivo di fornire elementi alla Magistratura che sta indagando per epidemia colposa. Da sempre il Comitato presieduto da Luca Fusco denuncia il collasso del sistema e la mancata tutela della salute pubblica.

L’intervista a Sabrina e Pamela

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