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Cronaca, La Valle nel VIRUS

“Noi Denunceremo”, querele a chi infanga il Comitato

Il Comitato "Noi Denunceremo" pronto a querelare chi infanga l'operato per intralciare la giustizia sui 16mila morti lombardi.

Una realtà fatta di vite normali che probabilmente mai si sarebbero incontrate se non ci fosse stata la pandemia. Vite improvvisamente stravolte dalla perdita di un caro per il Coronavirus: questo è il Comitato “Noi Denunceremo”, nato su Facebook a fine marzo 2020 dall’iniziativa di Luca e Stefano Fusco. Il gruppo social oggi conta più di 60mila iscrizioni da tutta Italia. L’attività legale del Comitato inoltre – condotta dall’avvocato Consuelo Locati insieme ad un pool di legali- ha permesso di presentare oltre 100 denunce. Le ultime lunedì scorso con il secondo Denuncia Day e con l’invio di una lettera alla Commissione Europea. Obiettivo? Quello ribadito da sempre: fornire alla Magistratura elementi per valutare il collasso del sistema sanitario di fronte all’emergenza. L’inchiesta condotta dalla Procura di Bergamo è volta inoltre a stabilire se la pandemia in Lombardia sia davvero stata arginata come previsto dalla Legge.

Ma l’operato del Comitato, gruppo indipendente e apartitico, inizia a infastidire chi evidentemente non ha la coscienza troppo pulita. Per questo nelle ultime settimane le dichiarazioni di alcuni esponenti politici, e non solo, hanno infangato gratuitamente il gruppo strumentalizzando alcuni concetti che non corrispondono al vero. Così, il Comitato, ancora una volta si trova costretto a ribadire la propria posizione che non è assolutamente a sfavore di operatori sanitari e medici. Anzi.

Luca Fusco e Consuelo Locati fuori dalla Procura di Bergamo

Il Comitato: “Querele a chi infanga il nostro operato”

Come comitato Noi Denunceremo siamo stanchi di dovere rettificare le uscite di alcuni esponenti politici (e non solo) da cui siamo costantemente tacciati di condurre una caccia alle streghe verso medici ed infermieri, che sono stati, a nostro avviso, le prime vittime di questa tragedia.

Una posizione che abbiamo ribadito in centinaia di interviste (in italiano, ma anche inglese) sin dalle nostre origini.

Anzi, siamo convinti che le denunce da noi depositate in Procura saranno la base di una vera e propria riforma del sistema sanitario lombardo a totale beneficio di medici e pazienti.

Così come siamo certi che segno di saggezza e di intelligenza sarebbe quello di informarsi prima di rilasciare dichiarazioni non corrispondenti al vero. Soprattutto per mezzo stampa.

Proprio in seno a quanto premesso, abbiamo ragione di credere che chi si ostini a dire o scrivere che il comitato Noi Denunceremo voglia attaccare l’operato dei medici lo faccia in totale malafede ed in maniera strumentale.

Abbiamo per altro ribadito tramite le nostre iniziative e dichiarazioni la nostra totale fiducia nell’operato della magistratura.

Una magistratura con la quale stiamo proficuamente cooperando tramite le centinaia di esposti verso ignoti arrivati sulla scrivania dei nostri legali da tutta Italia.

A riprova che per il comitato l’unico verdetto che conta sarà quello di un giudice.

Fino a quel giorno non ci sentiamo di assolvere nessuno, tranne gli operatori sanitari chiamati a combattere a mani nude un nemico armato fino ai denti.

Tanto meno condanneremo, prima che lo faccia un giudice, l’operato del Governo e della Regione Lombardia.

Tuttavia, questo non ci esime dal continuare ad esprimere le nostre perplessità nei loro confronti, visto che proprio sulle loro decisioni fanno perno centinaia di esposti.

Tra le tante proprio la mancata chiusura di Alzano, Nembro e Orzinuovi.

Alla luce di questi fatti, rimarcati per l’ennesima volta, abbiamo deciso che d’ora in avanti difenderemo il nostro operato da chi si ostina a voler politicizzare la nostra iniziativa sulle spalle di 11 mila bresciani e bergamaschi nelle opportune sedi.

E lo faremo senza esercitare distinzioni di opinioni ed appartenenza politiche. Avendo cosi modo di rimarcare per l’ennesima volta pure la natura apolitica del comitato.

Le opportune sedi sono le sole con cui Noi Denunceremo abbia sempre dimostrato voglia di interfacciarsi: le aule di tribunale.

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