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Calo del turismo in bergamasca: la Val Seriana soffre meno rispetto alla città

La Val Seriana, così come la Val Brembana e le aree del Sebino, ha registrato un ribasso minore rispetto al altre zone. Cala notevolmente il numero di turisti stranieri e vengono privilegiati soggiorni più lunghi nella stessa struttura.

Il Covid-19 ha influito pesantemente anche sul settore del turismo nella provincia di Bergamo: meno turisti stranieri, soggiorni più lunghi nella stessa struttura e calo generale degli arrivi. La Valle Seriana, turisticamente parlando, soffre meno rispetto alla città di Bergamo. I dati sono stati diffusi dagli uffici del turismo e dall’osservatorio turistico della provincia di Bergamo, in collaborazione con VisitBergamo e l’agenzia di ricerca e analisi dati INTWIG.

L’impatto negativo dovuto al covid

Si conferma l’impatto negativo dell’emergenza sanitaria su arrivi e presenze del periodo giugno-agosto che registrano rispettivamente un calo del -60,3% e -53,5% rispetto all’estate 2019. Puntando lo sguardo sull’intero arco temporale del 2020, si evidenzia un ripresa dei flussi turistici a partire dal mese di maggio, anche se i dati restano sempre in calo rispetto a quelli del 2019.

Cresce il turismo italiano in calo quello straniero

Per quanto riguarda la provenienza dei turisti, si nota un incremento del turismo italiano rispetto ai visitatori stranieri: osservando il trend di crescita sia degli arrivi che delle partenze, da maggio ad agosto, il turismo domestico ha infatti una crescita maggiore rispetto a quello internazionale. Gli arrivi degli italiani sono calati del 42,6%, mentre quelli degli stranieri dell’80,5%.

Aumenta la durata del soggiorno

Aumenta, però, la durata media del soggiorno: la tendenza è quella di soggiornare più a lungo nella stessa struttura.  I turisti hanno dimostrato di preferire il turismo alberghiero rispetto a quello extra alberghiero.  In bergamasca, la Valle Seriana, ha raggiunto i risultati migliori registrando ribassi più contenuti rispetto ad altre zone. Lo stesso discorso vale anche per la Val Brembana e per le aree del Sebino.

Nella Zona di Bergamo città, invece, la riduzione del flusso turistico è stata drastica.

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