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Decreto Ristori, i sindacati: “Chiediamo sia inserito anche l’aeroporto di Bergamo”

Aeroporto di Bergamo, Cisl: "Con il calo del 70% dei passeggeri e del 40% delle merci servono i ristori economici per mantenere occupazione e le professionalità per una pronta ripartenza".

Il calo dei voli ha praticamente azzerato il traffico di Orio al Serio, fino al febbraio scorso il terzo aeroporto italiano per arrivi e partenze. Dei circa 400 dipendenti diretti, una grossa fetta è passata o si sta trovando alle prese con gli ammortizzatori sociali.

“E’ necessario sostenere il terzo aeroporto Italiano, un asset strategico per la ripartenza del territorio”. CISL Bergamo, per voce del suo segretario generale, Francesco Corna, ritiene che “il governo debba far rientrare i sistemi aeroportuali tra i soggetti destinatari dei ristori. Orio rappresenta per Bergamo, per la provincia e per buona parte della regione, un’attività strategica imprescindibile: la sua inarrestabile salita, terminata solo per colpa della pandemia, ha arricchito l’economia del territorio. 

Oggi con il calo del 70% dei passeggeri e del 40% delle merci servono i ristori economici per mantenere occupazione e le professionalità per una pronta ripartenza.  

Si sono già persi oltre 600 posti di lavoro con lo spostamento di DHL e della cooperativa di facchinaggio ad essa collegata; il restante personale lavora 2 ore al giorno a giorni alterni, le perdite economiche appianate con gli utili dell’anno precedente non possono coprire le perdite derivanti dal rallentamento della nuova ondata di pandemia. Crediamo sia indispensabile che il governo non concentri la sua azione solo su Alitalia, ma destini risorse anche verso le strutture come Orio che hanno saputo crescere senza aiuti e ora per causa esterne sono in difficoltà. Chiediamo pertanto-conclude Corna – che le forze politiche del territorio propongano un’azione corale per inserire il nostro scalo nel sistema dei ristori statali anti Covid”.

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