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Cronaca Val di Scalve

Federica e Paolo, due storie di laurea al tempo del Covid-19

Il Covid-19 ha stravolto le nostre vite: ai tempi del coronavirus la laurea si celebra in un clima freddo e surreale. Nessuna festa con parenti ed amici.

Anche la cerimonia di una laurea, in tempo di Covid, cambia completamente: proclamazione a distanza e nessuna festa con amici e parenti. Federica Scandella ha 25 anni, abita a Clusone, e nel mese di aprile – in pieno lockdown – ha conseguito la laurea magistrale in ingegneria chimica a distanza, di fronte allo schermo del computer.

Una cerimonia di laurea emozionate, ma atipica: “Nel complesso – racconta Federica – è stata una bellissima esperienza. L’emozione non mancava: non capita tutti i giorni di conseguire una laurea magistrale. Essendo online, da casa mia in Valle Seriana, mancava ovviamente tutta l’atmosfera che si vive in aula e, per questo motivo, l’agitazione era un po’ meno. Due anni fa, invece, ho conseguito la triennale, in aula è tutt’altra cosa: intorno a te ci sono amici e partenti e il tutto diventa più caldo ed emozionante. Nonostante ciò, ricorderò entrambe le lauree come un momento di gioia e di festa: anche se ad aprile ero sola davanti ad un computer, parenti ed amici mi hanno fatto sentire comunque la loro vicinanza ed il loro affetto”.

Trascorrono i mesi estivi e, ad inizio novembre, è la volta del fratello di Federica, Paolo, pronto ad ottenere la sua laurea in fisioterapia.

“Fino all’ultimo momento – spiega Paolo – non sapevo le modalità con le quali mi sarei laureato. La mia laurea, alla fine, è avvenuta in presenza, ma è stata molto diversa da una normale cerimonia: in aula potevano assistere solo i miei compagni di corso; amici e parenti hanno seguito la cerimonia online da casa. Emozionante sì, ma in un clima del tutto surreale”.

Paolo ha 29 anni e in passato aveva già conseguito una laurea in Scienze Motorie: “Rispetto alla prima laurea, ovviamente, la seconda cerimonia è stata più fredda: nessuna festa con gli amici e niente cornice festosa”.

Il coronavirus stravolge le modalità, ma non ferma i giovani nel raggiungere i loro obiettivi. Federica e Paolo hanno conseguito i loro titoli di studio e ora guardano con ambizione ed un pizzico di speranza al futuro.

“Al momento – prosegue Federica – lavoro in un’azienda di Milano che si occupa di ingegneria chimica. Nel corso dell’estate è stato difficile trovare lavoro, tutto era un po’ bloccato a causa del virus. Fortunatamente, a fine estate ho avuto questa opportunità. Attualmente sto lavorando in smart working da casa, mentre la prima settimana di lavoro mi sono recata direttamente in azienda. Partire da zero in smart working sarebbe stato difficoltoso. Spero che la situazione possa tornare presto alla normalità”.

Il fratello Paolo, invece, è titolare di uno studio di fisioterapia a Clusone, ma anche per lui, il mondo del lavoro è totalmente stravolto a causa della pandemia: “In studio la clientela è ridotta: le persone si presentano solo in caso di urgenze. Oltre allo studio privato, seguo due classi scolastiche in educazione motoria: anche in questo caso l’orario di lavoro è ridotto notevolmente. Mi pesa molto l’assenza dello sport, in modo particolare il calcio, visto che lavoro come fisioterapista e massaggiatore per le società sportive. In questo delicato periodo, ho conseguito una specializzazione in fisioterapia respiratoria, un ramo medico molto richiesto ultimamente. La speranza è quella che la pandemia sparisca al più presto per tornare ai nostri normali ritmi lavorativi”.

Gioia Masseroli

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