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Indennità degli amministratori di Clusone: botta e risposta tra maggioranza e minoranza

Nella seduta del consiglio comunale di giovedì 26 novembre, l'amministrazione ha approvato l'indennità per gli amministratori prevista dalla legge. Questo ha dato origine a un botta e risposta tra il gruppo di maggioranza e quello di minoranza.

Indennità degli amministratori a Clusone: il seguente punto era presente nell’ordine del giorno del consiglio comunale che si è svolto nella serata di giovedì 26 novembre. La giunta comunale, guidata dal sindaco Massimo Morstabilini, ha applicato per gli amministratori la cifra di indennità prevista dalla legge.

La minoranza: “Non è più un’indennità, è uno stipendio”

Il gruppo di minoranza, con a capo Antonella Luzzana, si dimostra però contrario a questa mossa della maggioranza: “Ritengo questa scelta non opportuna, a maggior ragione in un periodo di emergenza come questo. La maggioranza ha deciso di alzare al massimo l’indennità che, a questo punto, non è più un’indennità ma uno stipendio. L’amministrazione precedente aveva deciso di mantenere un’indennità minima. I soldi utilizzati, inoltre, provengono da un ottimo bilancio, frutto di un grande lavoro svolto da parte dell’amministrazione guidata da Paolo Olini. Utilizzare i soldi pubblici in questo modo non la riteniamo una scelta vincente. La squadra di maggioranza dice di essersi candidata alla guida del paese per curiosità e passione, dovrebbero quindi essere al servizio di tutti i cittadini clusonesi e potevano evitare questa mossa”. Una scelta che ha fatto parecchio discutere anche nel corso della seduta del consiglio comunale.

“Abbiamo applicato l’indennità prevista dalla legge”

Il sindaco Massimo Morstabilini risponde prontamente alle critiche della minoranza spiegando e motivando la scelta fatta. “Tra i primi adempimenti di una giunta appena insediata – spiega il primo cittadino – vi è quello di definire le indennità per gli amministratori. Noi abbiamo semplicemente preso l’indennità prevista dalla legge e l’abbiamo applicata. Si tratta sì di un’indennità piena, ma non è assolutamente paragonabile ad uno stipendio. In campagna elettorale quando siamo stati sottoposti al questionario di Proust, sia io che la minoranza, avevamo dichiarato che in caso di vittoria avremmo applicato l’indennità piena. Ci tengo a sottolineare, inoltre, che anche l’amministrazione precedente ha applicato l’indennità piena, con l’unica differenza che nel 2015 quando sono stati eletti la cifra prevista dalla legge era più bassa. Ribadisco che non abbiamo alzato nessuna cifra, abbiamo applicato la cifra indicata dalla legge”.

Gioia Masseroli

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