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Cronaca Bergamo

Multe alle attività alimentari, Belotti interroga le forze dell’ordine

Multe alle attività alimentari di bergamo, Belotti interroga le forze dell'ordine: "Serve penalizzare in modo così pesante un'attività già compromessa?"

Nella serata del 7 gennaio, i Carabinieri della locale Compagnia di Bergamo, supportati dai colleghi del NAS di Brescia, hanno eseguito dei controlli agli esercizi pubblici nell’ambito del settore alimentare, anche in riferimento al rispetto della normativa “anticovid”. Sono state riscontrate irregolarità in una pizzeria d’asporto e in un ristorante etnico, dove sono state elevate sanzioni per un totale di 2400,00 euro circa. A tali provvedimenti ha risposto il deputato bergamasco Belotti (Lega) che chiede alle forze dell’ordine di usare il buonsenso.

Le maxi multe di giovedì a Bergamo

In particolare giovedì sera, i militari hanno sanzionato in via amministrativa, per una somma complessiva di euro 400,00, il proprietario di un esercizio pubblico dedito alla vendita d’asporto di cibo etnico. Nello specifico, i militari hanno accertato la violazione della normativa “anti covid”, poiché non era stato affisso all’ingresso del locale il previsto cartello con il numero massimo di avventori che potevano farvi accesso. In un secondo esercizio commerciale, in questo caso una pizzeria d’asporto, i Carabinieri hanno sanzionato il proprietario per la mancanza dei previsti requisiti igienico-sanitari e per la violazione della normativa relativa all’HACCP, elevando sanzioni per un totale di circa 2000,00 euro.

Il deputato Belotti scrive ai carabinieri

Il deputato Daniele Belotti, in quota Lega, ha indirizzato una lettera al Comandante Nuclei Anti Sofisticazioni e Sanità Carabinieri Brescia e Comandante Provinciale Carabinieri Bergamo chiedendo di non penalizzare ulteriormente una categoria già compromessa.

Il testo della lettera

Egr. Comandanti,
ha destato particolare sconcerto la notizia pubblicata oggi sulla stampa locale di Bergamo delle sanzioni notificate nella serata di giovedì a una pizzeria d’asporto e un esercizio pubblico di cibi etnici nella zona di via Borgo Palazzo in città.
Lo sconcerto nasce da diversi aspetti, ma soprattutto dagli importi: 2.000 euro alla pizzeria e 400 alla gastronomia. Per cosa? Cibo avariato, alimenti scaduti? No, per un armadietto posto nel bagno anzichè nell’antibagno e per la mancanza di un cartello che indica il numero massimo di persone che possono entrare.
Ma è opportuno in questo momento di fortissima crisi penalizzare in modo così pesante un’attività solo per un armadietto posto dietro a una porta anzichè davanti? O per un cartello, ormai superfluo visto le abitudini forzate che per tutti i cittadini ormai sono diventate prassi?
Va bene il rispetto delle norme, ma prima di tutto serve il buonsenso. Infliggere 2.000 euro di multa, in taluni casi può essere il colpo di grazia per un imprenditore che da mesi sopravvive a fatica tra chiusure, dpcm, merci comprate e poi buttate per una chiusura imposta dalla sera alla mattina.
Ancora più sconcertante è aver appreso che per questi controlli sarebbero stati impegnati, dalle 22 alle 23,30,  ben sei (6) carabinieri che sarebbero stati più utili al presidio del territorio, ad esempio la stazione delle autolinee dove risse e spaccio sono perfino aumentate nel periodo del lockdown.Possibile che i suoi uomini non siano stati in grado di valutare che questo è un periodo drammatico, dove non ci sono incassi o se ci sono non sono sufficienti nemmeno per pagare l’affitto?Prima di sanzionare così duramente non si può lasciare uno o due giorni per ottemperare a delle prescrizioni  o sistemare ciò che è irregolare?
Sarebbe però importante  capire se questa intransigenza, condita da una certa spettacolarizzazione con l’impiego di ben sei uomini, è un ordine del suo comando o di quello centrale oppure è un comportamento ascrivibile ai singoli carabinieri.
Se fosse una disposizione precisa, ovviamente faremo le nostre osservazioni ai ministri competenti, nel caso invece di una condotta dei singoli, le chiediamo di verificare i fatti e prendere gli opportuni provvedimenti, perchè il messaggio che ne esce da un simile articolo è pesante non solo per le due attività sanzionate, ma per il senso di persecuzione dello Stato nei confronti di tutti i bar e ristoranti: non solo vi impediamo di lavorare, ma cerchiamo in tutti i modi di bastonarvi.
Ci scusi lo sfogo, ma così non si aiuta nemmeno il senso di comunità  e di unione a cui continuano a fare riferimento le massime cariche dello Stato.
Resto in attesa di un Vs pronto riscontro.
Cordiali saluti.

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