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Scuole: Draghi, l’ipotesi del recupero estivo. Cisl: “Con la DAD non abbiamo scherzato”

Paola Manzullo, Segretaria generale della Cisl Scuola di Bergamo, replica così alla proposta che Draghi, presidente del consiglio incaricato, ha formulato circa la possibilità di far proseguire la scuola fino alla fine di giugno.

“Allungare a prescindere il calendario scolastico significa far credere che con la Dad la scuola abbia scherzato. Se è vero che necessita il recupero perché, in questo periodo, tanti ragazzi non sono stati raggiunti dai docenti per motivi tecnici e per diversità di condizioni economiche, è altrettanto vero che docenti e studenti sono stati tutti i giorni in presenza nelle scuole dell’Infanzia, Primarie e Secondarie di primo grado con difficoltà notevoli legate alla gestione della sicurezza, e hanno attivato misure nelle Scuole Secondarie di secondo grado, con alunni in classe ed alunni a distanza, lavorando duramente per mantenere vivo l’apprendimento”.

Paola Manzullo, Segretaria generale della Cisl Scuola di Bergamo, replica così alla proposta che Draghi, presidente del consiglio incaricato, ha formulato circa la possibilità di far proseguire la scuola fino alla fine di giugno.

“È questo, un momento in cui è in gioco la salvezza del Paese e delle future generazioni per cui è doveroso che tutti si assumano le dovute responsabilità ed è altrettanto importante che il Presidente incaricato abbia collocato la scuola al centro delle attenzioni del futuro governo, ma il prolungamento dell’anno scolastico esige un confronto con le organizzazioni sindacali: confronto che marcherà una svolta nelle relazioni e che approderà di sicuro ad una sintesi capace di tener conto oggettivamente della realtà in cui la scuola si è trovata a vivere. Attendiamo con fiducia un incontro nel quale siano contemperate tutte le esigenze, in modo da dare le opportune risposte ai problemi derivati dalla pandemia e, ci sia concesso, ad una categoria che merita, oggi più che mai, attenzione concreta per far sì che le nuove generazioni possano guardare con fiducia al futuro. Perché la scuola e l’insegnamento possano crescere occorrono importanti investimenti che certamente il nuovo governo, grazie al Recovery Fund non farà mancare”.

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