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Stazioni sciistiche ferme, le reazioni politiche

Le reazioni politiche della Val Seriana, Val di Scalve e Regione Lombardia allo stop all'apertura degli impianti. Alle 18 una conferenza stampa dalla Regione.

Giornate passate a lavorare senza sosta per preparare quelle che da oggi sarebbero state di nuovo le piste da sci tanto amate da turisti e sportivi e poi il nulla di fatto. Anzi: un gelido dietrofront con la comunicazione di non poter riaprire a circa 12 ore dalla tanto sperata ripartenza. Così le stazioni sciistiche italiane, chiuse ormai quasi da un anno (precisamente dallo scorso 8 marzo 2020 con il primo lockdown nazionale), sono ferme anche oggi e così sarà almeno fino al 5 marzo o forse – ed è molto probabile – fino al prossimo inverno.

Stazioni sciistiche ferme: la rabbia dell’assessore Magoni

Dopo la decisone di domenica sera del Ministro Speranza tante sono state le reazioni di rabbia, sgomento e sconforto del mondo politico bergamasco. In testa l’assessore al Turismo regionale, Lara Magoni, ex sciatrice di Selvino, che ha urlato la sua indignazione via social con due video in cui ha usato anche toni molti forti sottolineando più volte l’incapacità del neogoverno di cui il suo partito (Fratelli d’Italia) non fa parte e chiedendo a gran voce di tutelare la montagna. Stesso concetto ribadito da diversi sindaci che la montagna la vivono ogni giorno, con le sue gioie e i suoi dolori.

“Inutile negarlo: la stagione è finita”

“Nuovamente una decisione dell’ultima ora che colpisce la montagna e soprattutto chi in montagna ci vive e lavora – commenta Pietro Orrù, presidente della Comunità Montana Valle di Scalve -. Sono settimane che le stazioni sciistiche (inutile negarlo: stagione finita) si stanno adoperando con investimenti economici importanti che avrebbero consentito una riapertura in sicurezza, ma a poche ore dal via ecco che arriva l’ennesimo cambio di rotta. Una scelta sanitaria probabilmente condivisibile o quantomeno comprensibile ma che obiettivamente è intempestiva per non dire altro!Nel mentre, vista anche la contemporaneità delle festività del carnevale e della chiusura obbligata nel weekend dei centri commerciali, le Valli sono state prese d’assalto (fortunatamente?!) con tutte le difficoltà logistiche del caso, ma proprio a tal proposito voglio rimarcare il fatto che è necessario mantenere altissima l’attenzione ed evitare un’altra zona rossa lombarda o peggio l’ennesimo lockdown nazionale”.

“Le stazioni sciistiche potevano farcela”

“È una serata di grande delusione per tutta la montagna – scrive invece Angelo Migliorati, sindaco di Castione della Presolana, dove si trova il comprensorio Presolana – Monte Pora –.Viene comunicato, a poche ore dalla riapertura degli impianti, che non se ne fa niente. Chiusi. Viene addosso delusione e rabbia per il tanto lavoro che le società degli impianti hanno svolto di corsa in questi giorni: ricerca e assunzione del personale, preparazione delle piste, misure di sicurezza, vendita biglietti. Certo, non sarebbe stato facile gestire la gente. Non è facile per nessuno gestire chi il buon senso non sa dove stia di casa. Ma le società e le scuole di sci si erano ben organizzate e, con preoccupazione e serietà, potevano farcela. Il comunicato del Ministero accenna a ristori per il mondo della neve. Speriamo”.

Questa sera diretta Facebook dalla Regione

A questo proposito presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e il ministro per il Coordinamento di iniziative del settore del Turismo, Massimo Garavaglia, incontreranno la stampa oggi, lunedì 15 febbraio, alle ore 18, a Palazzo Lombardia per comunicazioni riguardanti le attività dei comprensori sciistici. È prevista la diretta dell’appuntamento sulla pagina Facebook di Lombardia Notizie Online.

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