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Cronaca, La Valle nel VIRUS

Speranza: “Non si fa politica su un’epidemia”. I legali delle vittime: “Risponderà in tribunale”

Botta e risposta, sempre a distanza, tra il Ministro Speranza e i legali delle vittime che da Bergamo dicono: "Risponderà in tribunale"

Oggi è stata la giornata del Ministro alla Salute Roberto Speranza vista la mozione di sfiducia presentata da Fratelli d’Italia. Il Ministro si è così trovato in Senato a dover difendere sé stesso e il suo operato. “In un grande Paese non si fa politica su una grande epidemia – ha detto”. La mozione di sfiducia presentata da Fratelli d’Italia è stata respinta dall’Aula del Senato con 221 voti contrari, 29 favorevoli e 3 astenuti. Lega e Forza Italia hanno votato con la maggioranza. Anche se subito dopo, Matteo Salvini è tornato a chiedere una “commissione d’inchiesta vera e seria su Speranza e sul piano pandemico”.

Nel suo discorso in Aula Speranza ha fatto riferimento al “linguaggio d’odio” da lui subito e ha chiesto alle forze all’opposizione di non “sfruttare l’angoscia degli italiani per miopi interessi di parte”.

Speranza si difende: il riferimento all’inchiesta di Bergamo

Oltre al puro scontro politico il Ministro ha fatto riferimento all’inchiesta di Bergamo e al caso del piano pandemico non aggiornato ricordando che il piano pandemico non è stato aggiornato nel corso di sette precedenti governi e “tutti i gruppi di quest’Aula hanno sostenuto alcuni di questi governi”. “Ora comunque un piano c’è” ha rivendicato Speranza.

Effettivamente ora l’Italia ha un piano pandemico aggiornato pubblicato in Gazzetta a inizio 2021 e in vigore fino al 2023. Quello che però sta cercando di chiarire l’inchiesta della Procura di Bergamo, dopo aver appurato il mancato aggiornamento, è se comunque l’applicazione del piano del 2006 avrebbe permesso di salvare vite.

Il ministro è poi andato anche oltre, rimproverando ai partiti i tagli, negli anni e nei decenni passati, che hanno fatto arrivare alla pandemia un Sistema sanitario nazionale impoverito e indebolito.

I legali delle vittime: “Il Ministro ci deve ancora tante risposte”

A replicare da Bergamo i legali delle vittime che attendono luglio per l’azione civile intrapresa contro il Ministero e contro Regione Lombardia. “Sconcerta il fatto che il Ministro Speranza rivendichi i meriti della sua gestione – commenta Consuelo Locati – Legale Rappresentante Azione Civile Familiari Vittime Covid. Spieghi allora come mai non ha chiuso la Val Seriana, quando il CTS e lo stesso Merler – attraverso l’invio di dati riferiti a quei territori – glielo consigliarono caldamente proprio sulla base dei dati epidemiologici e nonostante lui stesso abbia dichiarato alla Camera il 30 di gennaio che il coronavirus nei Paesi asiatici veniva “trattato come la peste”. Ci spieghi come mai sia arrivato l’esercito in Val Seriana per poi essere ritirato. Spieghi perché non ha sigillato la Val Seriana come fatto con Codogno alle prime avvisaglie”.

“Spieghi perché il 4 febbraio 2020, a pochi giorni dallo scoppio dell’epidemia, dal suo ministero venivano mandate autovalutazioni sulla preparazione pandemica dell’Italia, nelle quali il personale, da lui nominato e di cui è responsabile per normativa vigente, si attribuiva voti più che eccellenti. Visto che le risposte a queste domande non sono mai arrivate, ritengo che lo stesso Ministro Speranza sia consapevole che anche politicamente dovrà rispondere in ordine alle migliaia di vittime e dare adeguate spiegazioni. E lo dovrà fare in tribunale. In un Paese normale – conclude Locati – il Ministro Speranza non sarebbe più ministro da tempo. E non sarebbe necessario chiederne le dimissioni”.

Gessica Costanzo

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5 Commenti

  • ... ha detto:

    Il cartello manoscritto in vostra fotografia allegata, non penso fosse indirizzato nei confronti di Speranza…

  • Giovanni ha detto:

    Non siamo in un paese normale, siamo in Italia, guidata non da persone normali, ma da incompetenti, spero solo che i magistrati vadano fino in fondo e chi ha sbagliato paghi.

  • Francesco Barni ha detto:

    Tranquilli, Via Borfuro è lunga e ci stiamo tutti, ci sarà da attendere ancora un po’ ma vedrete quanta gente assiepata fuori dal tribunale.

  • Alberto ha detto:

    Speranza chi? Quello del piano pandemico inesistente, delle autopsie negate, delle cure domiciliari sabotate, del “tachipirina e aspetta di aggravarti”, del ricorso al Consiglio di Stato contro le cure in scienza e coscienza da parte dei medici, dell’utilizzare la pandemia per scopi meramente politici come da lui scritto nel libro ritirato, etc. etc. etc.? Nooo signor giudice, assolutamente non colpevole!

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