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Vaccini a vettore virale consigliati dopo i 50 anni, cosa dicono le indicazioni regionali

Vaccini a vettore virale quali AstraZeneca e Johnson&Johnson consigliati dopo i 50 anni, cosa dicono le indicazioni di Regione Lombardia

Torna il tema dei vaccini a vettore virale e degli effetti causati soprattutto nelle giovani donne. Diversi gli appelli nelle ultime ore di esperti del mondo medico e scientifico che sconsigliano la somministrazione di AstraZeneca e Johnson&Johnson sotto i 50 anni, soprattutto alle donne. In Lombardia nello specifico, seppur da prescrizioni di scheda tecnica approvata da AIFA e da EMA tutti i vaccini si possono fare dai 18 anni in su (solo Pfizer si può fare dai 12 anni), sono state emanate delle raccomandazioni in base a quanto osservato finora: AstraZeneca e Johnson&Johnson sono consigliati sopra i 50 anni o meglio i 60 anni. Per i soggetti più giovani meglio dunque Pfizer o Moderna che sono due vaccini a mRNA, basati su molecole di acido ribonucleico. Ne abbiamo parlato a “Noi voi” (format di approfondimento in onda ogni mercoledì sera alle 20:30 su TeleClusone canale 609) con il dottor Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo. Marinoni è impegnato all’Hub vaccinale di Albino, gestito proprio dai medici di base.

Vaccini a vettore virale, la spiegazione del dottor Marinoni

Ancora sui vaccini a vettore virale: le donne più colpite

L’ipotesi è di non somministrare le dosi dei vaccini a vettore virale sotto i 50 anni perché la quasi totalità dei rarissimi casi di trombosi associata a carenza di piastrine, eventi culminati anche con la morte in seguito a emorragie cerebrali, hanno colpito nel mondo persone giovani, soprattutto donne. Non è escluso che si possa scendere anche ai 30 o 40 anni, età in cui il rapporto tra il rischio di effetti gravi e beneficio di non ammalarsi di Covid sono a favore del primo. 

Speranza valuta cambio di strategia

La possibilità di cambiare le precedenti indicazioni (ora il vaccino è raccomandato sopra i 60 anni ma nulla impedisce di scendere sotto questi limiti) è stata esaminata ieri in una riunione del comitato tecnico scientifico (Cts), presenti il ministroRoberto Speranza (Salute) e il capo di Aifa (Agenzia italiana del farmaco) Nicola Magrini. Non sono mancate le perplessità. Ancora da capire chi dovrà sottoscrivere un eventuale cambio di strategia.

Guarda anche al prima parte dell’intervista al dottor Marinoni

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