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Cronaca Bergamo

A Bergamo vaccinate 125 persone senza fissa dimora

A Bergamo campagna vaccinale dedicata alle persone senza dimora : in cinque giorni tra luglio e agosto sono state vaccinate 125 persone senza dimora, in condizione di estrema fragilità

ATS Bergamo ha sviluppato alcune azioni territoriali di supporto alla campagna vaccinale effettuata negli hub ed a domicilio. Le più recenti sono la campagna vaccinale “itinerante” dedicata agli over 60 residenti nei quartieri di Bergamo e il progetto specifico dedicato alle persone senza dimora presenti, soprattutto, nel capoluogo di provincia. 

Grazie alla collaborazione di soggetti del Terzo Settore e di Enti ed Associazioni operanti nel supporto e nel sostegno alle persone in situazione di grave marginalità in territorio bergamasco, in cinque giorni tra luglio e agosto sono state vaccinate 125 persone senza dimora, in condizione di estrema fragilità, impossibilitate ad accedere ai grandi hub vaccinali per motivi legati alla propria situazione personale. Le persone vaccinate avevano un’età compresa tra i 20 e i 65 anni: si è trattato per l’88% di uomini e per il 12% di donne.  

L’iniziativa è stata resa possibile grazie ad un lavoro di rete tra ATS, Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci, Fondazione della Comunità Bergamasca Onlus, Caritas Bergamasca e Cooperativa Sociale Bessimo: un Accordo specifico di collaborazione ha potuto assicurare la somministrazione del vaccino nei luoghi cittadini frequentati da persone in condizione di grave marginalità. Tra marzo e aprile del 2021, con il supporto delle ASST, erano già state vaccinate circa 280 persone ospiti di strutture di accoglienza in Bergamo e provincia. 

La Cooperativa Sociale Bessimo, in collaborazione con il Servizio Esodo, attraverso il contatto in strada e presso una sede fissa (Drop In), e Caritas Diocesana Bergamasca, in collaborazione con la CRI, attraverso lo spazio Galgario, sono i due “hub dedicati” che si sono occupati di curare tutti i processi connessi all’erogazione della vaccinazione anti Covid-19 all’interno delle proprie strutture con monodose Janssen, mediante proprio personale appositamente formato sia per quanto concerne le misure di prevenzione, protezione e controllo delle infezioni, sia per quel che concerne le specifiche attività vaccinali.  

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