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Crisanti: “Criticità sulla zona rossa, meno sull’ospedale di Alzano”

Alla domanda: "Con la zona rossa quante vittime si potevano evitare?" Crisanti ha detto di non poter dare numeri visto che gli scenari che ha ricostruito sono molto complessi. Quello che è certo però è che la misura di contenimento, se istituita per tempo, avrebbe limitato il numero di vittime

A quasi due anni dall’inizio della pandemia in Italia e dalla strage della prima ondata in Val Seriana una cosa è certa: con l’istituzione celere della zona rossa di Nembro e Alzano si sarebbero salvate vite. Questo è stato uno dei temi analizzati dal professor Andrea Crisanti che in mattinata ha depositato la sua maxi consulenza ai magistrati di Bergamo che indagano per epidemia colposa e falso. Tre i temi affrontati dal microbiologo: la gestione dell’ospedale di Alzano Lombardo del 23 febbraio 2020 alla scoperta dei primi positivi; la mancata zona rossa in bassa Valle Seriana (comuni di Nembro e Alzano Lombardo) e l’applicazione del piano pandemico nazionale.

Relativamente all’ospedale di Alzano quando fu scoperto il paziente Uno positivo al Covid all’ospedale di Codogno (Lodi), nel febbraio 2020, nell’ospedale bergamasco c’erano «già un centinaio di contagiati tra pazienti e operatori» dal virus. Lo ha ricostruito proprio Crisanti che ha anche aggiunto che la Procura dovrà fornirgli altra documentazione sulla quale potrà fare integrazioni rispetto alla consulenza depositata oggi e che spera che il suo lavoro «serva a ricostruire la verità di una provincia dove, su un milione di abitanti, ne sono morti per il virus più di 6 mila».

Crisanti all’uscita dalla Procura: “Criticità sulla zona rossa, meno sull’ospedale di Alzano”

All’uscita, dopo circa 4 ore di colloquio con il Procuratore Antonio Chiappani e con i magistrati del pool, il professore ha aggiunto importati dichiarazioni: “Ho illustrato al Procuratore e ai magistrati alcuni aspetti della perizia: sono emerse maggiori criticità sulla tempistica della zona rossa, criticità anche sull’applicazione pandemico nazionale e sul piano Covid. Criticità minori invece sull’ospedale di Alzano perché gli infetti hanno trasmesso il virus prima“. Alla domanda: “Con la zona rossa quante vittime si potevano evitare?” Crisanti ha detto di non poter dare numeri visto che gli scenari che ha ricostruito sono molto complessi. Quello che è certo però è che la misura di contenimento, se istituita per tempo, avrebbe limitato il numero di vittime. “Abbiamo fatto dei calcoli con un modello matematico che ricapitola giorno per giorno l’eccesso di mortalità e i morti registrati e allo stesso tempo ricapitola la prevalenza totale alla fine dell’epidemia basata sulla semiologia. Siamo dunque in grado di dire cosa sarebbe successo se la zona rossa fosse stata anticipata di 10 giorni o 7 giorni. Le criticità emerse sono al vaglio del Procuratore, non so se diventeranno responsabilità”. Ora i magistrati leggeranno la perizia e incontreranno di nuovo Crisanti la prossima settimana. Entro un paio di mesi dovrebbe chiudersi la fase istruttoria dell’inchiesta condotta dalla dottoressa Maria Cristina Rota da aprile 2020.

Le dichiarazioni all’uscita della Procura

Gessica Costanzo

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