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Cronaca, La Valle nel VIRUS

Commissione regionale d’inchiesta Covid: atti desecretati. I familiari delle vittime: “Show dell’inutile”

Dopo un anno e mezzo di lavori, la maggioranza auto assolve l'operato della giunta Fontana mentre le opposizioni contestano le mancanze di documenti. I familiari delle vittime: "Show dell'inutile"

Ieri sono stati desecretati gli atti della commissione regionale d’inchiesta di Regione Lombardia sulla prima fase della pandemia da Covid-19 in Lombardia. Oltre un anno e mezzo di lavori con 66 persone ascoltate in 38 sedute per capire perché la Lombardia ha registrato il più alto numero di casi di Covid-19 in Europa rispetto al numero di abitanti.

Commissioni Covid: le due relazioni finali

Quattro le relazioni redatte in origine, due quelle finali. Quella di maggioranza che auto assolve l’operato della giunta Fontana concludendo che la Regione abbia “operato instancabilmente e con ogni mezzo”, e “si è consapevoli che tali sforzi, specialmente nei primissimi giorni, potevano non essere perfettamente adeguati a un’emergenza sconosciuta, inaspettata e su cui non era pervenuta alcuna informazione dal livello di governo statale”.

L’altra relazione, di minoranza, è firmata dai commissari del Pd, dei 5 Stelle, civici e radicali, e contesta la “teoria dello tsunami” che s’è abbattuto sulla Lombardia. Vengono così formulate accuse di “sottovalutazione” del virus da parte di “attori politici e socio economici”, riconoscendo “difficoltà di valutazione” “innanzitutto” all’Oms, e a scendere ai “governi nazionali, regionali e molte articolazioni politiche della gestione sanitaria”. Le opposizioni sottolineano anche il difficile dialogo tra le istituzioni, della mancata visione di documenti importanti, e dell’assenza di personaggi chiave nelle audizioni richieste.

Tra i documenti richiesti ma non ottenuti ci sono ad esempio i verbali del Cts regionale: “Sono stati chiesti alla giunta e alla direzione generale Welfare e non ci sono mai stati consegnati – spiega Gianni Girelli, consigliere del Pd e presidente della Commissione -“. Da sottolineare anche le assenze nelle audizioni come la non risposta dell’allora presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a intervenire ai lavori e l’iniziale disponibilità e poi la mancata presenza del commissario Domenico Arcuri. Il ministro Roberto Speranza mandò invece un suo funzionario che però spiegò che ai tempi storici analizzati dalla commissione non era al ministero.

La reazione dei familiari delle vittime

“La Commissione d’inchiesta su quanto accaduto in Lombardia nella prima ondata pandemica si è rivelata uno show dell’inutile – commentano così i familiari delle vittime riuniti nell’associazione #Sereniesempreuniti (che hanno intrapreso una causa civile anche contro Regione Lombardia) attraverso l’avv. Consuelo Locati del team legale che li assiste -. Da una parte abbiamo chi si auto-elogia e dall’altra chi condanna. Nel mezzo decine di documenti omessi e nessuna relazione capace di contenere preziose lezioni apprese da mettere a disposizione del management amministrativo e sanitario che dovrà affrontare la prossima pandemia. Nelle relazioni depositate dai vari partiti emergono dati e dichiarazioni tanto clamorose quanto inverosimili e su cui evidentemente nessuna forza politica vuole fare leva a riprova che la Commissione d’inchiesta sul covid in Regione Lombardia debba considerarsi un banale incidente di percorso probabilmente prodromico all’omertà manifesta del Parlamento. Non a caso, l’audizione dei legali dei familiari delle vittime dello scorso luglio è stata artatamente ed opportunisticamente interrotta dalla maggioranza proprio nel momento in cui si metteva il dito nella piaga della mancata istituzione della zona rossa nella bergamasca e della chiusura definitiva dell’ospedale di Alzano. Le stesse relazioni dei legali dei familiari che hanno depositato presso il Tribunale Civile di Roma oltre 2000 pagine di documenti non vengono nemmeno riportate nelle relazioni di minoranza”.

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2 Commenti

  • giampaolo ha detto:

    Dalla giustizia lombarda mi aspettavo di più .

  • Alberto ha detto:

    In un mondo normale, a rigor di logica, se ad oggi le persone si ammalano nonostante 3 dosi di vaccino in 9 mesi, significa che il vaccino non funziona.
    In un mondo di lobotomizzati, a rigor di follia, senza le 3 dosi ad oggi le persone morirebbero.
    Il contro fattuale fantastico.

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