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L’ascesa dei vlogger di viaggio

L’ascesa dei vlogger di viaggio

Negli ultimi anni i social media hanno invaso il settore turistico. YouTube è da sempre una piattaforma molto legata al mondo dei viaggi. Con l’arrivo dei vlogger di viaggio chiunque può seguire l’itinerario dei pochi privilegiati che spesso hanno accesso gratuito alle attrazioni turistiche, ai resort e agli Airbnb. Ecco uno spaccato del mondo degli youtuber di viaggio, per scoprire cosa significa essere vlogger e come diventarlo. 

Chi sono i vlogger?

La parola vlog è un fusione delle parole blog (un testo scritto online che racconta le esperienze dell’autore) e video. YouTube, la piattaforma gratuita di condivisione di video, è diventato sinonimo del fare vlog, anche di viaggio. Nonostante non sia chiaro chi fosse il primo vero vlogger di viaggio, il primo ad avere successo su YouTube è stato l’americano Casey Neistat, che per quanto girasse il mondo per conferenze sui social media e altri eventi, non lo era nel vero senso del termine. Neistat è diventato famoso per aver postato un video sul suo vlog su YouTube ogni giorno per 604 giorni. Molti dei vlogger di viaggio di oggi lo considerano come una grande fonte d’ispirazione che li ha spinti a prendere la stessa strada. 

Le regole del vlog di viaggio sono abbastanza flessibili. Alcuni, come Casey, girano un video su una giornata trascorsa nell’esperienza del viaggio, altri riassumono l’intero percorso. I video possono quindi durare da 10 minuti a mezzora. Una regola non scritta è che tutti i vlogger di viaggio, oltre a filmare cosa vedono e sentono intorno a loro, puntano la telecamera anche verso se stessi, per rivolgersi a chi guarda. Così facendo rompono il quarto muro e possono descrivere i sentimenti, fatti e pensieri che non si possono osservare nel video. 

Come già detto, molti di questi youtuber vengono invitati dai siti d’interesse turistico a scoprirli gratuitamente non appena hanno raggiunto un numero di abbonati di YouTube abbastanza elevato. C’è però anche un altro trend popolare, ovvero provare a viaggiare da un punto A a un punto B senza denaro. Una nuova leva di giovani vlogger di viaggio prova così ad attraversare un Paese (o un continente) affidandosi semplicemente all’ospitalità di sconosciuti. Alcuni tra i vlogger di viaggio italiani più famosi al momento sono Nicolò Balini, Marcello Ascani e Stepsover. 

Come si vive di un vlog?

Come spiegato prima, molti youtuber di viaggio hanno la possibilità di visitare hotel, alloggi di lusso e attrazioni turistiche gratuitamente in cambio di promozione sul proprio canale. Tuttavia, capita raramente che ai vlogger vengano rimborsate le spese di viaggio. I vlogger di viaggio più famosi al mondo, gli americani Kara & Nate, hanno spiegato apertamente che la maggior parte dei loro viaggi viene pagata ricorrendo al travel hacking, ovvero utilizzando sconti e fondi tramite carte di credito. 

Detto ciò, molti vlogger traggono buona parte dei loro ricavi con cui poi viaggiano dalle entrate generate dall’algoritmo di YouTube, tramite le pubblicità. Per lo sconcerto di molti, YouTube ha modificato la propria politica di monetizzazione nel 2019: non appena un canale negli ultimi 12 mesi ha raggiunto 1.000 abbonati e 4.000 ore di visualizzazioni, se rispetta le regole della comunità di YouTube, può registrarsi per AdSense. Dopodiché, verranno riprodotte pubblicità prima dell’inizio del video o durante, per una o due volte. Per raggiungere questo risultato, però, occorre produrre video di qualità da parecchio tempo. 

I vlogger di viaggio non sono nemmeno esenti dall’obbligo di visto quando arrivano nelle loro destinazioni. Fortunatamente oggi richiedere un visto è molto semplice e spesso non occorre recarsi in ambasciata. Oggi una richiesta di visto può avvenire velocemente online. Le richieste vengono generalmente approvate in pochi giorni e in casi urgenti, pagando un piccolo supplemento, spesso entro poche ore.  

Perché funziona?

Un fenomeno interessante è che la popolarità dei vlogger di viaggio è aumentata moltissimo durante il coronavirus. La pandemia ha messo in difficoltà l’industria cinematografica. Inoltre, i viaggi internazionali erano fortemente limitati. Quindi i vlogger compensavano entrambe le carenze. Inoltre, i vlog sono molto personali e avvicinano il pubblico anche agli youtuber più ricchi e famosi. Il quarto muro è frantumato e sembra di ascoltare i racconti di un caro amico. 

I vlogger di viaggio sono stati una fonte di distrazione per coloro a cui mancava viaggiare e che hanno aderito al nuovo concetto di persone comuni che raccontano i propri viaggi come forma di intrattenimento. L’accessibilità ispira, perché è un’attività a cui chiunque può partecipare: basta una telecamera, un luogo interessante, un racconto che funziona e la strada per il successo su YouTube è spianata. 

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