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Al limite dell’alpinismo moderno: a Villa d’Ogna una serata con Matteo Della Bordella

Matteo Della Bordella ha un curriculum alpinistico incredibile e ricco di aperture di vie impegnative che spingono sempre il limite dell’alpinismo moderno

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Serata dedicata all’alpinismo quella organizzata per sabato 8 ottobre a Villa d’Ogna del gruppo Fior di Roccia 1956: ospite alle 21 Cineteatro Forzenigo (serata a ingresso libero) l’alpinista Matteo della Bordella che presenterà alcune sue spedizioni nel mondo dalla Patagonia alla Groenlandia. Matteo Della Bordella ha un curriculum alpinistico incredibile e ricco di aperture di vie impegnative che spingono il limite dell’alpinismo moderno ogni volta più in là.

“Ma non sono solo queste le ragioni che ci hanno convinto a chiedergli di condividere con noi una serata – spiegano gli organizzatori -: Della Bordella è cresciuto in un gruppo alpinistico che parte dal basso e dal volontariato. Si è poi dimostrato un pilastro dei Ragni di Lecco (diventandone anche il Presidente prima di cedere il posto a Luca Schiera, già ospite del gruppo nel 2018), portando sempre con sé  lo spirito di condivisione dei gruppi alpinistici storici come il nostro. Un atteggiamento di rispetto verso la montagna che si esprime su ogni parete che affronta e che si posiziona lontano dal consumismo moderno. Ne sono un esempio i suoi avvicinamenti con kayak alle più sperdute pareti della Groenlandia, oppure la sua attività di Climb&Clean per restituire alla natura un ambiente più pulito. Uno stile che poi si riflette costantemente sulle vie aperte, lasciate intatte senza abbandonare nessuna attrezzatura. Proprio per queste ragioni invitiamo alla serata tutti gli appassionati di montagna, di alpinismo e di arrampicata, ma anche tutte le persone coinvolte in enti pubblici territoriali che decidono sempre più spesso di spianare e attrezzare i sentieri, modellare la natura attorno alle esigenze dell’uomo, inseguendo la chimera dell’indotto commerciale e dichiarando un modello di sostenibilità poco compatibile con la natura e scollegato da chi vive le terre alte tutti i giorni”. 

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