Seguici su

Cronaca

Se oltre 10 milioni di automobilisti non rispettano i limiti di velocità

Condividiamo la riflessione di Valerio Bettoni, presidente di ACI Bergamo, che sensibilizza sul tema del rispetto dei limiti di velocità

Pubblicato

il

Limiti di velocità al centro del dibattito pubblico. Da una parte i 30 km/h in alcune città fanno discutere; dall’altra le numerosi azioni sabotatrici degli autovelox di Fleximan alimentano la polemica. L’argomento della sicurezza stradale è caldo anche perché, come confermato da una indagine che Facile.it e Assicurazione.it hanno commissionato agli istituti mUp Research e Norstat, gli italiani hanno spesso il vizio di schiacciare il piede sull’acceleratore.

A questo proposito condividiamo la riflessione di Valerio Bettoni, presidente di ACI Bergamo, che spesso sensibilizza su queste tematiche.

Limiti di velocità: la riflessione di Valerio Bettoni, presidente di ACI Bergamo

Ne hanno parlato praticamente tutti i notiziari in questi giorni: la radiografia dei comportamenti al volante sulle strade d’Italia conferma purtroppo i molti eccessi che sono causa di incidenti con feriti e morti. Più volte ho messo l’accento come presidente dell’ACI di Bergamo su questi scottanti temi. Il dato più preoccupante che emerge dalla ricerca commissionata da “Facile.it” e “Assicurazione.it” agli istituti “mUp Research” e “Norstat” è l’insofferenza al rispetto dei limiti di velocità.

I dati sui limiti di velocità

Le cifre sono più eloquenti delle parole: oltre 10,5 milioni di automobilisti (il 27,1% del campione) ha riconosciuto di non rispettare i limiti di velocità e i più inclini a premere sull’acceleratore sono i giovani: 31% nella fascia dai 18 ai 24 anni e 37,3% dai 25 ai 34 anni. Altro dato indicativo: gli uomini (35,3%) quasi doppiano le donne (18,8%) per guida spericolata, fenomeno più esteso (quasi il 40%) nel Nord Est. 

Che ci sia molta disinvoltura in chi si mette al volante è ampiamente noto e lo si può costatare anche a occhio nudo su tutte le strade, dalle città ai paesi, ma colpisce la percentuale che più di un intervistato su 2 – qualcosa come il 52,3% – confessa di non attenersi alla lettera alle norme del Codice stradale. E i più sbrigativi al riguardo sono gli uomini, che in ragione del 57,1% dichiarano infrazioni contro il 47,2 delle donne; nella fascia dai 35 ai 44 si colloca oltre il 65% di chi deroga. 

L’elenco delle infrazioni è stato più volte denunciato: come seconda causa di sinistri c’è l’uso dei cellulari da parte di quasi 9,5 milioni di conducenti (24,1%). Poi ci sono il mancato allacciamento delle cinture, l’abuso di alcolici (4,1% con più di 1,6 milioni) gli stupefacenti, i posteggi selvaggi (10,6%).

Nella casistica, insomma, ce n’è per tutti in materia di licenza, con le conseguenze che poi si riscontrano nella quantità di incidenti. Il focus sul primo semestre del 2023 dice che ogni giorno in Italia sono stati rilevati 437 incidenti stradali, con 7,6 morti e 588 feriti.

“Non si può fare spallucce”

Il vero problema, che più volte come ACI di Bergamo abbiamo posto in primo piano, è la tendenza a far spallucce di fronte ai richiami alla responsabilità d’obbligo in ogni utente della strada. Ciascuno è convinto di poter sgusciare senza danno, tradotto: senza incappare in controlli, persuasione radicata, anche perché la revisione del Codice della strada tarda ad essere affrontata, dopo essere stata annunciata per lo scorso autunno 2023. Intanto rischi e pericoli quando ci si mette in strada sono all’ordine del giorno. Di più: al necessario aumento dei controlli, da potenziare con il supporto di una tecnologia sempre più avanzata, si obietta con insofferenza e con alzata di scudi verso chi sollecita misure adeguate per accrescere la sicurezza. 

Anzi, ultimamente le cronache informano su vandalismi che si ripetono, con distruzione di autovelox, ritenuti “colpevoli” delle troppe multe. È un po’ come prendersela con il termometro quando rivela la febbre. Visto che la velocità è la principale causa degli incidenti e delle vittime, è logico che qui si deve intervenire per sradicare la mentalità di chi è convinto che in strada possa concedersi ogni libertà.

Continua a leggere le notizie di Valseriana News e segui la nostra pagina Facebook

2 Commenti

2 Comments

  1. Massimiliano

    2 Febbraio 2024 at 8:00

    il problema vero è che spessissimo ci sono limiti totalmente anacronistici ed abbassati in deroga rispetto a quello che prevede il codice della strada, a titolo di esempio il tratto della ss 671 dall’innesto della Val del Riso al ponte del costone era 90 km/h, abbassato a 70 km/h per “uniformare” non si sa cosa….partendo da qui, chi non rispetta cosa di preciso?

  2. Tom

    2 Febbraio 2024 at 9:01

    Non rispettano i limiti e le precedenze, e le distanze di sicurezza, e le frecce direzionali etc etc.
    Sulle strade non c’é VIGILANZA!
    Inutile é fare posti di controllo sempre negli stessi posti, che ormai tutti conoscono eh già…

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *