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Il cammino dell’Alta Via della Grazie protagonista in fiera a Milano

L’Alta Via delle Grazie protagonista dal 22 al 24 marzo a Milano alla Fiera dei Grandi Cammini

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Cammino alta via delle grazie
Cammino alta via delle grazie

Dal 22 al 24 marzo è in programma a Milano la Fiera dei Grandi Cammini. Si tratta del più grande evento in Italia dedicato ai percorsi a piedi e in bicicletta. Incontri dedicati a chi ama viaggiare a ritmo lento, in pieno rispetto dei luoghi che visita e assaporando appieno l’essenza più autentica dei territori. A rappresentare Val Seriana e Val di Scalve sarà il cammino dell’Alta Via delle Grazie, che dal centro di Bergamo conduce i pellegrini nel cuore delle Prealpi Orobiche.

L’Alta Via delle Grazie

Un cammino che coinvolge corpo e anima, dove si può cogliere l’armonia della natura, la profonda devozione dei luoghi di preghiera, lo splendore delle opere d’arte, ma soprattutto l’incontro con le persone locali, fiere delle proprie tradizioni, felici di condividere e accogliere. Nel corso della manifestazione fieristica è in programma un focus dedicato per sabato 23 marzo alle ore 15, nell’area eventi dell’editore Terre di Mezzo, promotore nel 2023 della Guida dedicata a questo Cammino. Saranno presenti Gabriella Castelli (ideatrice dell’Alta Via delle Grazie con il compianto Giovanni Battista Merelli, morto nel 2021 per un incidente alpinistico sulla Presolana), l’attore Massimo Nicoli (pellegrino dei maggiori cammini italiani) Andrea Seghezzi e Simona Giori che curano l’accoglienza a Premolo.

Il progetto

“Il progetto Alta Via delle Grazie – spiega Castelli – è stato realizzato con il concorso generoso di diversi volontari, assolutamente libero da ogni finalità di profitto. Persegue lo scopo di scoprire e valorizzare un territorio ricco di straordinarie attrattive, racchiuse in un giro ad anello. Viene proposto a chiunque voglia farsi “pellegrino” alla ricerca di bellezza, in un modo semplice e condivisibile, per una nuova e gratificante esperienza di vita. Le relazioni, siano esse fra pellegrini che si incrociano lungo il percorso oppure nei luoghi di accoglienza, sono il cuore del progetto”.

270 km di cammino

L’Alta Via delle Grazie, partendo dal centro di Bergamo si sviluppa per poco più di 271 chilometri, con 12.850 m di dislivello in ascesa e 11.557 in discesa, suddiviso in 13 giorni di cammino. Sul sito (www.altaviadellegrazie.com) vengono proposte anche una versione “breve” da 7 tappe ed una da percorrere in mountain bike in 8 tappe. Il Cammino ha il proprio punto di partenza presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie in viale Papa Giovanni XXIII a Bergamo e si conclude in Città Alta, dove i pellegrini, presentando la credenziale completa di tutti i timbri, ricevono la Grazia. Negli ultimi giorni camminiditalia.org, sito principe di riferimento per il settore, ha segnalato come esemplare l’accoglienza strutturata e garantita lungo il Cammino bergamasco-bresciano, con numerose strutture “a donativo”.

“Le strutture a donativo – spiega il sito –  che possono essere gestite da enti religiosi, volontari o privati, sono luoghi in cui gli ospiti sono incoraggiati a fare donazioni libere invece di pagare una tariffa fissa per il pernottamento. Qui non si tratta solo di stanze e letti. Le strutture a donativo incarnano un’idea di condivisione e comunità. È come entrare a far parte di una grande famiglia, dove la tua presenza è più preziosa di qualsiasi importo che potresti mettere sul tavolo. La filosofia è semplice: accoglienza, condivisione, e nessuna barriera economica per un’esperienza autentica”.

“L’obiettivo di Gabriella – scrive ancora Cammini d’Italia –  era quello di creare un Cammino con “ospitalità pellegrina“, un’opportunità per fare comunità, per accogliere in un modo più inclusivo e autentico orientato all’ incontro e allo stare insieme. Questo spirito rispecchia l’essenza di chi intraprende un Cammino, mettendo così in contatto il pellegrino con gli abitanti del luogo: individui genuini, autentici e orgogliosi delle proprie origini, profondamente legati alle tradizioni, ai costumi, alle espressioni e ai sapori distintivi della gastronomia locale. Confidiamo che l’Alta Via delle Grazie, con il suo coraggioso modello di ospitalità a donativo, diventi un faro ispiratore per altri cammini. Che ogni chilometro intrapreso lungo l’Alta Via delle Grazie, che ogni soggiorno, che ogni incontro apra la strada a nuove possibilità di generosità e condivisione”.

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