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Cronaca

Omicidio di Luciano Muttoni a Valbrembo: arrestato il terzo complice

Omicidio di Luciano Muttoni a Valbrembo: arrestato il terzo complice, classe 2003, italiano, ha dato supporto logistico agli altri giovani

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La mattina del 30 agosto 2025, al termine di una prolungata attività investigativa, il GIP del Tribunale di Bergamo ha emesso due ordinanze di custodia cautelare in carcere  nei confronti di D.S.D.C.F., già detenuto in carcere a Monza per l’omicidio di  Luciano Mattoni avvenuto il 07 marzo 2025 a Valbrembo, e di A.A.S., classe 2003, italiano residente in provincia di Bergamo, prelevato questa mattina dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bergamo presso la sua abitazione, accusato di concorso in rapina aggravata.  

Ai due indagati è stata inoltre contestata una ulteriore rapina, che i due avrebbero commesso il 17 febbraio 2025 a Ponte San Pietro ai danni di un cittadino italiano, al quale, armati di coltello e pistola, avevano sottratto l’autovettura, il telefono cellulare ed il bancomat, poi usato per un prelievo di 250 euro, avendo costretto la vittima, sotto minaccia, a fornire anche il proprio codice pin.

Omicidio Muttoni: il terzo complice ha fornito supporto logistico

Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bergamo, in relazione all’omicidio di Valbrembo, A.A.S. avrebbe supportato i due complici (sottoposti a fermo d’indiziato di delitto il 10 marzo 2025 con l’accusa di omicidio e rapina) dapprima mettendoli in contatto tra loro, poi fornendo loro supporto logistico, occupandosi del trasporto dalla stazione ferroviaria di Terno d’Isola a Valbrembo, nei pressi dell’abitazione della vittima, subito prima dell’azione criminosa, per poi aspettarli nei pressi del cimitero di Solza al fine di consegnare loro degli zaini contenenti un cambio di abiti.    

Gli elementi indiziari raccolti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno riscontrato le spontanee dichiarazioni rese dai presunti autori del delitto: dall’attento esame delle spontanee dichiarazioni rese dagli indagati, dalle informazioni raccolte dalle persone informate sui fatti, dall’analisi forense dei dati recuperati sui telefoni cellulari, dall’accurata visione dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti presso i luoghi presso cui gli indagati si erano recati prima e dopo l’azione criminosa, sono stati estrapolati gravi e convergenti indizi di colpevolezza su cui è stato costruito l’attuale castello accusatorio presentato al GIP e da questi pienamente accolto.  

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