Cronaca
Fondazione A.R.M.R.: a Bergamo la XXXIII Cerimonia di consegna delle Borse di Studio
Fondazione A.R.M.R.: a Bergamo la XXXIII Cerimonia di consegna delle Borse di Studio, 336.000 euro per la ricerca scientifica, grazie a una comunità di donatori unita dal valore della conoscenza
Sabato 24 gennaio 2026, nella Sala Oggioni del Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo, la Fondazione A.R.M.R. – Aiuti Ricerca Malattie Rare ha celebrato la XXXIII Cerimonia di consegna delle Borse di Studio, dei Grant di Ricerca e dei Career Development Program A.R.M.R. 2026, un appuntamento che da oltre trent’anni rappresenta un punto di riferimento per il sostegno alla ricerca scientifica indipendente.
Fondazione A.R.M.R., i riconoscimenti assegnati
Nel corso della cerimonia sono stati assegnati: 5 Career Development Program; 6 Borse di Studio, 2 Supporti alla Formazione, 11 Grant di Ricerca, un Paper Award, per un valore complessivo di 336.000 euro. Tutti i ricercatori selezionati lavoreranno nel 2026 presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri – IRCCS, contesto di eccellenza scientifica in cui il rigore metodologico e l’indipendenza della ricerca rappresentano valori fondanti.
La cerimonia non è stata solo un momento di riconoscimento, ma l’inizio di nuovi percorsi scientifici: ogni borsa assegnata è il risultato di mesi di lavoro, di valutazioni attente e di giovani ricercatrici e ricercatori pronti a trasformare un’idea in conoscenza e la conoscenza in possibile cura.
A rendere ancora più significativo l’appuntamento, la presenza di due voci di altissimo profilo del panorama scientifico e culturale italiano.
Il Premio A.R.M.R. 2026 è stato conferito al Dott. Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos Doxa, Editor del Corriere della Sera e Professore all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Nel suo intervento, dedicato al tema “L’importanza del rigore scientifico nelle ricerche demoscopiche”, Pagnoncelli ha offerto una riflessione sul valore del metodo, della responsabilità scientifica e della qualità dei dati in un’epoca in cui l’informazione è sempre più rapida, ma non sempre affidabile.
“Il rigore scientifico nelle ricerche demoscopiche, inclusi i sondaggi d’opinione e quelli elettorali, è fondamentale per garantire la precisione e l’affidabilità dei dati raccolti – commenta dott. Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos Doxa –. Una metodologia rigorosa aiuta a minimizzare errori di campionamento e bias, fornendo risultati rappresentativi della popolazione studiata. Ciò è particolarmente importante nei sondaggi in ambito politico, dove l’accuratezza delle rilevazioni può influenzare la fiducia del pubblico nel processo democratico. Inoltre, assicura che le analisi siano replicabili e che le conclusioni siano basate su prove solide, consentendo ai decisori di prendere decisioni informate sulla base di dati concreti e affidabili. Migliorare l’accuratezza delle inchieste demoscopiche è di estrema importanza per la pianificazione strategica e il miglioramento dei prodotti e servizi delle aziende nonché per la comprensione delle dinamiche sociali e del clima di opinione da parte delle istituzioni, della politica e del modo dell’informazione”.
L’intervento del Prof. Giuseppe Remuzzi “Se ti sei già sentito con ChatGPT non venire da me”
A seguire, l’intervento del Prof. Giuseppe Remuzzi, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, dal titolo volutamente provocatorio: “Se ti sei già sentito con ChatGPT non venire da me”. Davvero? Neanche per sogno. Un intervento capace di offrire una lettura lucida e critica del rapporto tra innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e pensiero scientifico, ribadendo il ruolo insostituibile del metodo, dell’esperienza e della ricerca rigorosa.
«Oggi, strumenti come ChatGPT stanno cambiando il modo in cui ci occupiamo di salute. La medicina di domani, che lo vogliamo o no, sarà guidata dagli algoritmi con cui i dottori dovranno familiarizzare e trovare il modo di interagire. Chi ci riuscirà davvero avrà a disposizione strumenti capaci di rivoluzionare il modo di prevenire, diagnosticare e curare le malattie, e per gli ammalati sarà tutto più facile. Ma c’è qualcosa che l’intelligenza artificiale non può dare, o perlomeno non ancora: stare vicino agli ammalati più di quanto non succeda oggi, ascoltarli, informarsi di tutto quello che gli sta intorno, al di fuori della malattia. Per la ricerca, l’innovazione è fondamentale e il sostegno concreto fa davvero la differenza: per questo il contributo generoso della Fondazione A.R.M.R. è essenziale per trasformare le idee in risultati utili per i pazienti» – commenta Giuseppe Remuzzi, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS.
«Investire nei giovani ricercatori significa dare fiducia al futuro della ricerca. In questo senso, il sostegno della Fondazione A.R.M.R. ha permesso, anno dopo anno, di avviare nuovi progetti e di offrire concrete opportunità di crescita professionale ai ricercatori dell’Istituto Mario Negri, anche nella fase successiva al periodo di formazione e ai primi anni in Istituto come borsisti. Grazie a questo impegno, molti di loro hanno poi potuto proseguire il proprio percorso attraverso Programmi di sviluppo della carriera garantiti dalla Fondazione, contribuendo in modo concreto alla continuità e al futuro della ricerca scientifica e alla carriera dei giovani» – aggiunge Ariela Benigni, Segretario scientifico e Coordinatore delle ricerche delle sedi di Bergamo e Ranica dell’Istituto Mario Negri.
«La ricerca scientifica rappresenta un bene pubblico imprescindibile, tanto più quando si tratta di rispondere ai bisogni ancora insoddisfatti delle malattie rare. In Italia continuiamo a investire meno di quanto sarebbe necessario, con ricadute evidenti sulla capacità di produrre conoscenza e innovazione. In questo contesto, il contributo delle associazioni che sostengono la ricerca è di grande valore. Desidero quindi esprimere un riconoscimento alla Fondazione A.R.M.R. per il sostegno continuativo e concreto all’attività dei ricercatori. Un contributo significativo all’avanzamento della conoscenza scientifica e alla tutela della salute pubblica», commenta Silvio Garattini, Presidente e fondatore dell’Istituto Mario Negri.
«Ogni borsa di studio che consegniamo rappresenta una scelta precisa: investire nei giovani e nella qualità della ricerca», chiosa Vittoria Guadalupi, Presidente della Fondazione A.R.M.R. «Da oltre trent’anni la nostra Fondazione cresce grazie all’impegno dei volontari, alla fiducia dei donatori, che credono nel valore della ricercascientifica. Il nostro impegno si fonda su valori profondi e autentici: il dono, la dedizione alla scienza, la condivisione dei talenti, il dialogo aperto e democratico, il lavoro comune sui progetti, la nascita di nuove relazioni e la gentilezza, spesso racchiusa in un semplice sorriso. È questa fiducia condivisa che ci consente di trasformare le risorse raccolte in lavoro concreto e di contribuire, giorno dopo giorno, alla costruzione delle cure di domani».
Da più di trent’anni, la Fondazione A.R.M.R. opera nel punto di incontro tra filantropia e scienza, sostenendo la ricerca sulle malattie rare e accompagnando giovani talenti in un percorso di crescita che ha un unico obiettivo: generare conoscenza oggi per migliorare la vita delle persone domani.
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