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Cronaca

Selvino torna a Sarajevo per celebrare l’impresa olimpica di Paola Magoni

Il Comune di Selvino sarà rappresentato a Sarajevo in occasione delle iniziative legate alla memoria delle Olimpiadi Invernali del 1984

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Il Comune di Selvino sarà ufficialmente rappresentato a Sarajevo nei giorni 5, 6 e 7 febbraio, in occasione delle iniziative legate alla memoria delle Olimpiadi Invernali del 1984 in cui trionfò la giovanissima Paola Magoni e in concomitanza con l’avvio dei Giochi di Milano Cortina 2026.

Paola Magoni torna a Sarajevo dopo la Medaglia Olimpica del 1984

Protagonista della missione istituzionale sarà la fuoriclasse selvinese Paola Magoni, campionessa olimpica di sci alpino e figura simbolo della storia sportiva italiana, vincitrice della medaglia d’oro nello slalom speciale a Sarajevo nel 1984 (prima sciatrice italiana a vincere un oro alle Olimpiadi invernali). Accanto alla sua famiglia, ad accompagnarla in rappresentanza del Comune di Selvino sarà l’Assessore allo Sport e al Turismo Angelo Bertocchi, storico Presidente dello Sci Club Selvino nei decenni d’oro, oggi Presidente Onorario del sodalizio (realtà unica nel panorama nazionale per aver conquistato due medaglie olimpiche, entrambe d’oro, con Paola Magoni e con Deborah Compagnoni ad Albertville, nel 1992). Farà parte della delegazione istituzionale anche il Responsabile della Comunicazione dell’Ufficio Turistico di Selvino, Daniele Cancelli.

Il clou del programma ufficiale è previsto nella giornata di venerdì 6 febbraio: con il trasferimento a Jahorina, sede delle gare olimpiche di sci alpino del 1984, si terrà la visita alla località e alla pista che consacrò Paola Magoni sul tetto olimpico. Nel tardo pomeriggio è in agenda il momento centrale della giornata, ossia l’evento istituzionale presso il Museo Olimpico di Sarajevo, organizzato in esatta concomitanza con la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. L’iniziativa prevede un incontro ufficiale, un momento conviviale e una serie di interventi e testimonianze, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali locali e internazionali.

I ricordi del 1984

Si tratta di un viaggio dal profondo valore simbolico e umano: nel 1984 Paola Magoni raggiunse Sarajevo accompagnata dal Presidente Angelo Bertocchi e dal padre Franco, figura centrale nel suo percorso sportivo. Oggi, a distanza di oltre quarant’anni, la campionessa orobica tornerà in quei luoghi insieme alla mamma Margherita e al fratello Oscar, ex calciatore professionista, a testimonianza di una continuità familiare e sportiva che attraversa le generazioni.

La presenza di Selvino a Sarajevo intende riaffermare il valore universale dello sport come linguaggio di pace, memoria condivisa e crescita culturale. Un legame che, come sottolinea Paola Magoni, va ben oltre il singolo giorno della vittoria:

«È molto difficile spiegare le emozioni che ho vissuto durante tutta l’esperienza olimpica. La medaglia d’oro è stata il coronamento di anni di sacrifici, miei e della mia famiglia, ma le Olimpiadi sono soprattutto spirito, condivisione, valori che brillano come in nessun’altra manifestazione sportiva».

Sarajevo, per Paola Magoni, non è solo il luogo di un trionfo sportivo, ma una città che ha saputo custodire nel tempo la memoria olimpica:«È una città che vive ancora nel ricordo delle Olimpiadi del 1984. Una comunità accogliente, di grande cuore, che non ha mai dimenticato quello straordinario periodo. Allora furono considerate le Olimpiadi più belle mai organizzate fino a quel momento, grazie all’impegno di tutta la popolazione, dai dirigenti ai volontari».

Il ritorno a Sarajevo assume oggi un significato ulteriore alla luce dell’imminente Olimpiade invernale in Italia: «Avere di nuovo le Olimpiadi nel nostro Paese è una grande opportunità. Spero che l’Italia possa fare una bella figura, come seppero fare gli abitanti di Sarajevo nel 1984, organizzando dei Giochi Olimpici indimenticabili. Mi auguro inoltre che ogni atleta italiano possa raggiungere i propri obiettivi, vivendo fino in fondo lo spirito olimpico».

Paola Magoni e Angelo Bertocchi nel 40° della Medaglia

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