Cronaca
Caccia in Lombardia, il TAR respinge il ricorso sui valichi montani
Il TAR Lombardia manda un segnale chiaro: la caccia, se disciplinata dalla legge, può continuare a essere praticata, anche in aree sensibili come i valichi montani
La caccia torna al centro del dibattito in Lombardia dopo la recente decisione del TAR Lombardia, che ha respinto il ricorso presentato dalla Lega per l’Abolizione della Caccia (L.A.C.) contro le delibere regionali sui valichi montani.
La sentenza n. 02175/2026 rappresenta un passaggio importante per il mondo venatorio, confermando la validità delle scelte adottate da Regione Lombardia nel rispetto della normativa nazionale, in particolare della legge n. 131/2025. In sostanza, il tribunale ha riconosciuto che le regole sulla caccia nei valichi montani sono state definite in modo corretto e nel quadro della legge.
A commentare la decisione è stata Barbara Mazzali, consigliere regionale, che ha parlato di una “vittoria importante” per chi pratica la caccia in modo regolamentato. Secondo Mazzali, il ricorso puntava a introdurre divieti generalizzati su numerosi siti, trasformando un tema normativo in uno scontro ideologico.
La caccia resta consentita nei limiti stabiliti dalle autorità regionali
Il TAR ha però respinto questa impostazione, ribadendo che le decisioni pubbliche devono basarsi su norme e valutazioni concrete, non su posizioni ideologiche. La caccia, in questo caso, resta quindi consentita nei limiti stabiliti dalle autorità regionali.
La vicenda riaccende anche il confronto sul ruolo dei ricorsi legali in materia ambientale e venatoria. Mazzali ha criticato il ricorso frequente ai tribunali da parte delle associazioni contrarie alla caccia, sottolineando come spesso i costi di queste azioni ricadano su enti pubblici e cittadini, anche quando i ricorsi vengono respinti.
Il commento del mondo venatorio
Dal punto di vista del mondo venatorio, la sentenza rafforza il principio che la caccia regolata è una pratica legittima, parte delle tradizioni locali e soggetta a precise regole. Non si tratta, secondo questa visione, di ottenere privilegi, ma di vedere riconosciuto il rispetto delle norme e delle attività legate al territorio.
Con questa decisione, il TAR Lombardia manda quindi un segnale chiaro: la caccia, se disciplinata dalla legge, può continuare a essere praticata, anche in aree sensibili come i valichi montani, mantenendo un equilibrio tra tutela dell’ambiente e attività umane.
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