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L’Atalanta demolisce San Siro: 2-3 al Milan che vede i fantasmi

L’Atalanta vince 2-3 il posticipo della trentaseiesima di campionato e mette nei guai la squadra di Allegri

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foto Atalanta.it

MILANO – Una serata da ricordare, perché una vittoria a San Siro con il Milan non può mai essere banale. L’Atalanta vince 2-3 il posticipo della trentaseiesima di campionato e mette nei guai la squadra di Allegri, sempre meno certa di poter disputare la Champions il prossimo anno.

L’undici iniziale schierato da Palladino vede il ritorno in difesa di Kolasinac, la collaudata coppia De Roon- Ederson a metà campo e il trio pesante in avanti con Raspadori, Krstovic e De Ketelaere (ex di lusso). Sulla sinistra c’è Zalewski, mentre a destra il posto è ovviamente del titolarissimo Zappacosta. In campo ci sono Carnesecchi, Scalvini, Djimsiti, Kolasinac, Zappacosta, Ederson, De Roon, Zalewski, De Ketelaere, Raspadori, Krstovic.

Primo tempo Milan – Atalanta

Prima dell’inizio le notizie per Allegri non sono del tutto incoraggianti dato che deve rinunciare all’ultimo a Pulisic (dentro Leao che sarebbe partito dalla panchina) e con le vittorie di Juve, Como e Roma che costringono i rossoneri a non sbagliare. Se non bastasse arriva anche la pesante contestazione dei tifosi, che con luccicante coreografia inviano un categorico “vattene” a Giorgio Furlani e alla proprietà. Il “sacro fuoco” rossonero che la situazione richiederebbe in campo si esaurisce dopo 4′, quando Rabiot spara decentrato dal limite e colpisce il palo esterno alla destra di Carnesecchi. Al 7′ l’Atalanta passa in vantaggio: Krstovic, pur vistosamente trattenuto, riesce a far pervenire il pallone a Raspadori che lo difende benissimo e riesce ad andare al tiro. La ribattuta dei difensori innesca Ederson che piazza un diagonale chirurgico alla sinistra di Maignan: 0-1. Il Milan non reagisce e oltre a non proporre una pressione degna di tal nome, non aggredisce l’Atalanta che ha modo di ripartire con calma e raziocinio, arrivando al limite dell’area di Maignan a pieno organico. Ne è una prova il raddoppio al 29′: De Ketelaere scorazza a destra, trova Krstovic che difende il pallone in area spalle alla porta e mette Zappacosta davanti a Maignan. Il diagonale ed il gol sono naturale conseguenza: 0-2.

San Siro rumoreggia e solo un paio di filtranti mandano Gimenez e Leao al tiro, ma Carnesecchi è decisamente sul pezzo. La cartolina “dall’inferno” del Diavolo è in un recupero di De Ketelaere su Leao e nell’ammonizione che il portoghese rimedia per un fallo di frustrazione su Scalvini. Si va al riposo sullo 0-2 con fischi e ululati che sommergono i rossoneri.

Secondo tempo

Nel secondo tempo Allegri inserisce Nkunku e toglie Loftus Cheek, mentre dopo dieci minuti Palladino opta per Bellanova al posto di Zappacosta. L’Atalanta resta padrona del ritmo e il Milan è vittima di fantasmi sempre più pesanti. Si materializzano al 61′, quando Ederson trova una prateria sulla trequarti e serve Raspadori, che dentro l’area folgora Maignan con un tiro dal basso in alto sul primo palo: 0-3. Allegri vorrebbe cambiare l’intera squadra, ma per regolamento si limita a Gimenez, Leao e De Winter (dentro Fullkrug, Fofana e Athekame).

Nell’Atalanta Scalvini lascia il posto (problema alla caviglia) a Kossounou. Il rientro dell’ivoriano dura pochissimo perchè dopo pochi minuti anche lui è vittima di infortunio. Dentro Ahanor e dentro anche Pasalic al posto di De Ketelaere per garantire copertura. Il Milan è ormai tramortito, Nkunku si divora un gol da dentro l’area e al 68′ Krstovic ricambia il favore davanti a Maignan, su invito di Bellanova. Al 74′ Nkunku si libera ancora al tiro, ma colpisce la traversa. Tutto finito? Assolutamente no, perchè Pavlovic segna di testa al 88′ su cross dalla trequarti (3-1) e nel recupero al 92′ attiva addirittura il 3-2 con un rigore di Nkunku decretato per netto fallo di De Roon sullo stesso Nkunku.

Dopo sei minuti in cui anche San Siro prova ad accendersi arrriva il fischio final. È 2-3 a San Siro, un bel regalo della Dea ai tifosi (poco più di 200 a San Siro) e un Milan che sprofonda in una crisi pesante. Domenica arriva a Bergamo il Bologna, serve una degna chiusura Adòss!

dal nostro inviato a San Siro, Giambattista Gherardi

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