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Cultura

Dall’Artico a Bergamo: Maurizio Milesi porta “Arctic Plastic” nel cuore della città

Il progetto fotografico internazionale Artic Plastic approda al Festival dell’Ambiente con un’installazione urbana tra denuncia, cura e resistenza

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Dalle coste remote dell’Artico a Bergamo. Il viaggio di Arctic Plastic, progetto documentario fotografico del fotografo bergamasco Maurizio Milesi, continua attraversando geografie estreme e riportando al centro del dibattito pubblico uno dei temi ambientali più urgenti del nostro tempo: l’inquinamento da plastica.

Nato come progetto a lungo termine, Arctic Plastic prende forma nel 2025 durante una spedizione nell’Artico norvegese, dove Milesi si imbarca come fotografo embedded con la ONG norvegese In The Same Boat (che avevamo raccontato qui). Vivendo per mesi a bordo di una barca a vela insieme ai volontari impegnati nella pulizia delle coste artiche, il fotografo documenta dall’interno il lavoro umano, fisico ed emotivo che si nasconde dietro la raccolta dei rifiuti marini.

Il progetto ha rapidamente ottenuto riconoscimenti internazionali, entrando nel contesto della UN Ocean Decade delle Nazioni Unite e nella rete Blue Thread di UNESCO. È stato inoltre selezionato ed esposto in diversi festival fotografici, tra cui La Notte della Fotografia di Piacenza.

Ma il cuore del lavoro di Milesi resta profondamente legato a Bergamo. Nato ad Alzano Lombardo nel 1993, il fotografo aveva già raccontato il territorio bergamasco durante la pandemia con il progetto Epicentro, realizzato in Val Seriana durante la prima ondata Covid. Oggi quello stesso sguardo umano e immersivo si sposta verso le fragilità ambientali del pianeta, mantenendo però una forte radice territoriale e culturale. “Sono di Bergamo, ne porto ancora addosso il peso”, racconta Milesi in un’intervista a Osservatorio Artico.

Artic Plastic al Circolo Polare: una spedizione e di due mesi alle Isole Orcadi,

Nel 2026 Arctic Plastic si è ampliato oltre il Circolo Polare. Una nuova spedizione di circa due mesi alle Isole Orcadi, in Scozia, sempre a bordo di una barca a vela, ha esteso la ricerca documentaria dall’Artico al Nord Atlantico. Stesso approccio, nuova geografia: costruire un corpus di lavoro capace di mostrare come l’inquinamento da plastica assuma forme diverse lungo latitudini differenti, pur appartenendo a un unico sistema globale.

Il progetto continua ora il suo percorso internazionale. Il 27 maggio 2026 Maurizio Milesi partirà infatti per le Isole Faroe, dove Arctic Plastic è stato selezionato per l’UArctic Congress 2026, il congresso annuale dell’Università dell’Artico. In quell’occasione presenterà il proprio lavoro in un contesto accademico internazionale dedicato alle questioni artiche, con un intervento dal titolo Human Effort in an Endless Task: Youth Responses to Plastic Pollution in the Arctic.

Sabato a Bergamo l’inaugurazione dell’installazione fotografica urbana temporanea

Parallelamente, Bergamo diventa uno dei luoghi centrali della nuova evoluzione del progetto. Sabato 30 maggio inaugura infatti Arctic Plastic – Care as Resistance, installazione fotografica urbana temporanea realizzata nell’ambito del Festival dell’Ambiente del Comune di Bergamo.

L’appuntamento è alle ore 17:00 in Piazza De André, nello spazio antistante Daste, mentre alle 18:00 è prevista una visita guidata con l’autore. L’intervento non si presenta come una semplice mostra fotografica: gabbie espositive ed elementi compositivi costruiscono un’esperienza urbana che vuole trasformare la fotografia in presenza fisica e politica nello spazio pubblico. L’obiettivo è portare un tema spesso percepito come lontano — confinato alle coste artiche o agli oceani — direttamente nel centro della città.

Successivamente, l’installazione si sposterà in Via XX Settembre, davanti a Palazzo Frizzoni, dove sarà visitabile dal 3 al 6 giugno. L’installazione è stata realizzata grazie al supporto di Rilecart e dell’associazione OpenArch.

Alcune foto scattate da Milesi

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