Cronaca
Neve in Lombardia, riserve idriche in forte calo
Arpa Lombardia lancia l’allarme: poche nevicate e scioglimento precoce riducono le risorse d’acqua disponibili per l’estate
La stagione invernale e primaverile 2025-2026 lascia in eredità alla Lombardia un patrimonio idrico montano decisamente ridotto. I dati ufficiali diffusi da Arpa Lombardia sulla campagna di monitoraggio dello Snow Water Equivalent (SWE), ovvero l’equivalente in acqua contenuto nel manto nevoso, evidenziano una situazione preoccupante per la disponibilità di risorse idriche durante i mesi estivi.
Le rilevazioni effettuate dal Centro Regionale Neve e Valanghe di Bormio mostrano infatti valori nettamente inferiori rispetto alla media del periodo 2015-2025. Le anomalie negative registrate oscillano tra il 30% e il 60%, confermando una stagione caratterizzata da scarse precipitazioni nevose e da un innevamento insufficiente lungo tutto l’arco alpino lombardo.
Poche nevicate e temperature elevate: diminuisce l’acqua immagazzinata nella neve
Secondo gli esperti di Arpa Lombardia, l’intera stagione nivologica è stata segnata da uno scarso innevamento a tutte le quote. I principali episodi nevosi si sono concentrati in pochi eventi significativi tra novembre e marzo, alternati a lunghi periodi di assenza o scarsità di precipitazioni.
Anche la primavera non ha contribuito a migliorare il quadro. Le temperature superiori alle medie climatiche hanno accelerato la fusione del manto nevoso, riducendo ulteriormente la quantità di acqua accumulata in montagna.
“Tutta la stagione nivologica è stata caratterizzata da uno scarso innevamento, a tutte le quote”, spiega Tommaso Porro, nivologo del Centro Regionale Neve e Valanghe di Arpa Lombardia. Le misurazioni effettuate dalle stazioni meteorologiche e i rilievi manuali sui ghiacciai confermano quantitativi di acqua immagazzinata nella neve inferiori alla media storica.
Condizioni della neve sfavorevoli: manto poco compatto e meno acqua disponibile
A peggiorare la situazione hanno contribuito anche le particolari caratteristiche del manto nevoso. Durante l’inverno, le basse temperature registrate tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio hanno favorito la formazione di cristalli di grandi dimensioni, poco coesi tra loro.
Questo fenomeno ha generato una struttura della neve più granulosa e meno compatta, con una densità mediamente inferiore rispetto agli standard stagionali. Una minore densità significa una ridotta capacità del manto nevoso di trattenere acqua, incidendo direttamente sui valori dello SWE.
Risorse idriche in Lombardia sotto la media per tutta la stagione
L’analisi regionale evidenzia come la quantità media mensile di acqua immagazzinata nella neve sia rimasta costantemente al di sotto dei valori storici durante tutto l’inverno e la primavera.
Le anomalie negative comprese tra il 30% e il 60% indicano una significativa riduzione della risorsa idrica nivale. Una situazione che potrebbe avere conseguenze dirette sulla disponibilità d’acqua durante l’estate, soprattutto nei periodi di maggiore richiesta da parte di agricoltura, industria e consumi civili.
Ghiacciai lombardi: accumuli di neve inferiori del 39% rispetto alla media
Particolarmente significativo è il dato emerso dalla campagna di misurazione effettuata sui ghiacciai lombardi grazie alla collaborazione tra Arpa Lombardia ed Enel Green Power Italia.
Le rilevazioni, concluse nell’ultima decade di maggio e realizzate nel periodo di massimo accumulo nivale, hanno interessato diversi ghiacciai distribuiti nei principali bacini alpini della regione.
I tecnici hanno effettuato 55 carotaggi e numerose misurazioni dello spessore del manto nevoso a quote comprese tra i 2.877 metri della Vedretta di Savoretta e i 3.645 metri del Ghiacciaio di Fellaria Orientale.
I risultati mostrano quantitativi di neve nettamente inferiori rispetto alla stagione precedente. Gli spessori rilevati variano da 70 centimetri fino a 3,7 metri, con una densità media pari a 451 kg per metro cubo.
I valori più elevati di SWE sono stati registrati sul ghiacciaio di Fellaria Orientale, in alta Valmalenco, con circa 15 metri di neve cumulata, e sul ghiacciaio del Pisgana con 11 metri. Sugli altri apparati glaciali monitorati i valori oscillano tra 6 e 10 metri di neve cumulata.
Nel complesso, il deficit rispetto alla media storica del decennio 2016-2025 raggiunge il 39%, confermando un quadro di forte sofferenza per le riserve idriche alpine lombarde.
Cos’è lo Snow Water Equivalent e come viene misurato
Lo Snow Water Equivalent rappresenta la quantità d’acqua contenuta nel manto nevoso ed è uno degli indicatori più importanti per valutare le future disponibilità idriche.
Arpa Lombardia stima questo parametro attraverso un sistema integrato che combina dati provenienti da stazioni meteorologiche automatiche, modelli nivologici avanzati e innovative sonde a raggi cosmici, capaci di effettuare misurazioni continue e non invasive.
Il monitoraggio viene completato da campagne dirette sui ghiacciai lombardi, che consentono di verificare sul campo le condizioni reali dell’accumulo nevoso alle quote più elevate delle Alpi regionali.
Estate 2026, attenzione alla disponibilità d’acqua
La combinazione tra scarse nevicate, temperature elevate e ridotta densità del manto nevoso lascia presagire una stagione estiva delicata sotto il profilo delle risorse idriche. I dati raccolti da Arpa Lombardia confermano infatti una disponibilità d’acqua inferiore alla norma nei principali serbatoi naturali della regione, rendendo fondamentale il monitoraggio dell’evoluzione meteorologica nei prossimi mesi.
Continua a leggere le notizie di Valseriana News, segui la nostra pagina Facebook o iscriviti al nostro gruppo WhatsApp
