Cronaca
Costi del soccorso in montagna, CAI e Soccorso Alpino: «La paura di pagare non deve ritardare la richiesta di aiuto»
CAI e CNSAS rilanciano un appello alla frequentazione consapevole della montagna chiarendo la questione costi del soccorso in montagna
L’estate porta con sé un gran numero di escursionisti anche sulle nostre montagne spesso impreparati o non informati. I due recenti interventi alle Tre Cime di Lavaredo, dove un alpinista è rimasto bloccato nella notte sulla Cima Ovest dopo avere incontrato difficoltà nella progressione e nella discesa lungo la via normale (è stato poi recuperato illeso) e sul Gran Sasso con 5 escursionisti sorpresi da un violento temporale estivo a 2600 metri che, dopo l’allettamento, hanno poi rifiutato e soccorsi, ricordano quanto sia importante pianificare con cura ogni uscita e saper modificare o rinunciare ai propri programmi quando le condizioni lo richiedono.
In caso di difficoltà chiamare subito il 112
A questo proposito CAI e Soccorso Alpino ricordano che, quando ci si trova in una situazione di difficoltà reale o potenzialmente pericolosa, non bisogna esitare a chiamare il Numero Unico di Emergenza 112. La richiesta di aiuto deve essere tempestiva, chiara e dettagliata. Una volta attivato il sistema di emergenza è fondamentale restare reperibili, evitare di spostarsi salvo diversa indicazione degli operatori, comunicare con precisione la propria posizione, rendersi visibili e seguire le istruzioni ricevute. Può essere inoltre molto utile utilizzare l’app GeoResQ, che consente di inviare una richiesta di soccorso geolocalizzata e di registrare la propria traccia durante l’escursione, facilitando le operazioni di ricerca e riducendo i tempi di intervento.
I costi del soccorso in montagna: serve chiarezza
«Il tema dei costi degli interventi di soccorso richiede chiarezza», sottolinea il presidente nazionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Maurizio Dellantonio. «Il Soccorso Alpino non chiede pagamenti alle persone soccorse e non stabilisce eventuali addebiti. Eventuali forme di compartecipazione alla spesa, previste solo in alcuni territori e in casi specifici, sono disciplinate dalle normative regionali o provinciali e vengono valutate dalle Aziende sanitarie competenti. Questo aspetto non deve mai generare esitazione nella richiesta di aiuto. Allo stesso tempo, la possibilità che un intervento venga valutato come non giustificato o riconducibile a comportamenti imprudenti richiama tutti a un principio di responsabilità: la montagna va frequentata con preparazione, rispetto dei propri limiti e attenzione verso chi è chiamato a intervenire».
«Frequentare la montagna significa assumersi una responsabilità verso se stessi, verso gli altri e verso l’ambiente» dichiara il presidente generale del Club Alpino Italiano, Antonio Montani. «Da oltre 160 anni il CAI è impegnato nella realizzazione di progetti di educazione, formazione e accompagnamento alla frequentazione consapevole della montagna. La tessera CAI non è soltanto un segno di appartenenza: permette di accedere a un patrimonio diffuso di competenze, corsi, attività sezionali, informazione e cultura della prevenzione. La prevenzione non limita la libertà: la rende possibile».
L’iscrizione al CAI comprende inoltre specifiche coperture assicurative secondo le condizioni previste dalle polizze in vigore, incluse quelle relative agli infortuni, alla responsabilità civile e alle spese inerenti il soccorso in ambiente impervio. Per i soci e le socie CAI, la copertura “Soccorso alpino Soci” è compresa nella quota associativa annuale e rappresenta una tutela specifica in caso di interventi di ricerca, salvataggio e recupero in ambiente montano, ipogeo e in zone impervie, nei casi e nei limiti previsti dalla polizza.
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