Cronaca
A Lovere l’ultimo saluto a Matteo Tiraboschi, il ricordo di Comelit
Oggi a Lovere alle 15 il funerale del dirigente della Comelit di Rovetta: Matteo Tiraboschi ha perso la vita domenica per un malore
Ha fatto ritorno a Lovere la salma di Matteo Tiraboschi, che avrebbe compiuto 62 anni ieri (giovedì 20 agosto), dirigente di Comelit Group di San Lorenzo di Rovetta. L’uomo è morto domenica in Valle d’Aosta dopo essere stato colpito da un malore mentre era in bici con il figlio Alessandro.
Ottenuto il nullaosta per il trasferimento, il feretro verrà accolto nella basilica di Santa Maria in Valvendra, dove oggi (venerdì 21 agosto) saranno celebrati i funerali. La cerimonia avrà inizio alle 15.00. In molti si stringeranno alla moglie e ai figli. Non mancherà una folta delegazione di amici e colleghi di Comelit Group. Matteo Tiraboschi lavorava in Comelit dal 1995 occupandosi di amministrazione, finanza e controllo.
Il ricordo di Comelit di Matteo Tiraboschi
La notizia dell’improvvisa scomparsa di Matteo Tiraboschi ha colpito i vertici di Comelit SpA. “Matteo aveva iniziato a lavorare in Comelit 31 anni or sono: una vita trascorsa al nostro fianco. – sottolinea il CEO, Edoardo Barzasi – Con lui ho avuto modo di condividere moltissime esperienze e decisioni, oltre che riflessioni, ben sapendo che mi potevo assolutamente fidare grazie alla sua serietà, alla sua riservatezza, al rispetto per il ruolo e per gli impegni assunti. La sua scomparsa mi lascia scioccato. Gli mancavano pochi anni per la pensione e più volte mi aveva confessato che progettava di potersi dedicare alle sue molte passioni.”
“Era un pilastro dell’azienda”
“La notizia ci ha stordito – commenta inoltre la Presidente, Silvia Brasi -. Era un vero pilastro della nostra azienda: entrato come responsabile amministrativo, aveva accompagnato il percorso di crescita di Comelit divenendone responsabile dell’amministrazione, della finanza e del controllo di gestione. Un ruolo importantissimo e delicato che Matteo ha sempre svolto con grande dedizione e impegno. Era un uomo votato all’azienda dove aveva trascorso tutta la propria vita professionale, condividendo quei principi di gestione oculata delle risorse che, insieme alla scelta di reinvestire costantemente gli utili, ci ha permesso di consolidarsi e rafforzarci finanziariamente. Lascia un vuoto enorme”.
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