Seguici su

Cultura

“Annibale e l’arte del dubitare”: una riflessione sul dubbio e il respiro della montagna

Un nuovo appuntamento con le riflessioni di Annibale che ci introduce a La Montagna degli Sconosciuti attraverso il suo sentire

Pubblicato

il

annibale carlessi

La ragione non può fondarsi su se stessa, per cui le nostre scelte sono contaminate dal dubbio, anche si faccia presa sulla nostra individuale esistenza rimaniamo fallibili con noi stessi, ecco che forse ci dovremmo incontrare e confrontare sempre più con il nostro prossimo che oltre essere un segno di fratellanza aiuterebbe a dare risposta a qualche dubbio, ma non di meno creerebbe altri dubbi nelle teorie avanzate dal “nostro prossimo” stesso, ma con il guadagno di stabilire una solida realtà di condivisione dissipando sempre più dubbi.

Nessuno ha tanto criterio per poter dire di avere il senno della ragione totale, ed è perciò che una persona irrazionale e che quindi sia nel torto, debba sempre lo stesso essere passata nel setaccio del dubbio. È assurdo pensare che la terra sia piatta, ma c’è chi lo afferma basandosi esclusivamente su tutto ciò che vedono davanti al loro sguardo, anche se quelle persone evitino il dubitare di se stessi davanti al ricurvo di un orizzonte di mare o il limite estremo di un deserto.

Solo l’esperienza della nostra esistenza può dare qualche risposta al nostro vivere ed è per questa ragione che la Montagna degli Sconosciuti ha scelto la maestosa semplicità di amare e rispettare la natura dei monti che partorisce e nutre flora, fauna e i nostri spiriti.

Ai piedi del monte, oltrepassare il confine naturale che cambia nel tempo e unisce la terra aperta alla vita selvaggia lasciando alle spalle il frastuono della civiltà per immergersi nel delicato mormorio di un bosco che chiacchiera allegramente con il gorgogliare di un fiume che a seconda delle stagioni cambia il tono del suo “umore”.

Avere sulla pelle la morbida umidità emanata dalle fronde degli alberi che si mescola al profumo che si spande nel
sottobosco e lasciare che invada lo spirito in una pace che appartiene ai sogni puliti.

La natura che ci ospita in queste nostre avventure non ha bisogno di avere dubbi e risposte al perché un camoscio nasca quando noi si calpesti il “maggengo”, o di ogni uccello che si veda volteggiare nel blu di un aria purificata dall’abbraccio della pineta per portare cibo al nido, nemmeno si chiede perché un fiore sboccia, e ancora che gli animali tutti si abbeverino all’acqua fresca di un ruscello al suo disgelo.

La natura che non ha dubbi quando fa ciò che deve, dove deve, a discapito di ostacoli materiali che ingombrano il suo passaggio, lo stesso che voler deviare il greto di un fiume senza lo facciano i castori.

E se dai frutti si può riconoscere l’albero che li ha generati noi della Montagna degli Sconosciuti possiamo dedurne di essere solo piccoli semi cullati dal vento e dolcemente depositati nell’immenso mare della vita…

Annibale Carlessi 

Continua a leggere le notizie di Valseriana News, segui la nostra pagina Facebook o iscriviti al nostro gruppo WhatsApp

Contenuto sponsorizzato

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *