Cronaca
Sparatoria alle piscine di Seriate: fermate 4 persone
Svolta nelle indagini sulla sparatoria alle piscine di Seriate: fermate 4 persone. Sequestrate numerose armi da guerra
Nuovi esiti delle indagini svolte a seguito della sparatoria avvenuta alle piscine “aquamore” di Seriate il 21 giugno 2026 che ha avuto un antecedente in un grave episodio che ha avuto luogo il 15 giugno 2026 nelle aree boschive di San Paolo d’Argon, in prossimità dell’area industriale.
Le indagini: il precedente
In quell’occasione, un gruppo composto da circa 12 persone con volto travisato da passamontagna è sbucato dalla fitta vegetazione imbracciando fucili d’assalto tipo AK-47 (Kalashnikov), muovendosi in modo organizzato sulla pubblica via prima di dileguarsi rapidamente a bordo di tre autovetture. Nel corso delle successive attività, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Bergamo sono riusciti a ricondurre questo allarmante episodio ad una azione organizzata da E.A.B. – noto come “Botros”, nato in Marocco nel 1997, clandestino, senza fissa dimora e gravitante tra Arluno (MI), Vigevano (PV) e Vermezzo con Zelo (MI).
“Botros”, indicato come il capo di questo gruppo armato, era determinato a eliminare fisicamente esponenti dei gruppi rivali nello spaccio di stupefacenti colpendo, nel caso specifico, la fazione facente capo -tra gli altri- ad E.R.M. (nato in Marocco nel 1999, di fatto senza fissa dimora, gravitante nell’hinterland bergamasco) che gestiva le aree di spaccio nella boscaglia in provincia di Bergamo. La spedizione omicidiaria del 15 giugno non aveva in realtà consentito di individuare e colpire nel bosco l’obiettivo. Così il 21 giugno 2026 Botros ha organizzato un nuovo agguato presso l’affollato impianto sportivo “Aquamore” di Seriate (BG).
Il nuovo agguato all’Aquamore di Seriate
Un commando armato, giunto a bordo di una Peugeot 2008 condotta da soggetto al momento non catturato, ha teso un agguato nei confronti di E.R.M. Mentre un complice (ritenuto essere A.Z.A., nato in Marocco nel 1999, domiciliato a Vigevano), parzialmente travisato, apriva il fuoco all’esterno della piscina con un Kalashnikov AK-47, lo stesso Botros, armato di una pistola mitragliatrice Skorpion, ha inseguito la vittima fin dentro i locali del bar e della reception.
Venivano esplosi complessivamente non meno di 7 colpi calibro 7.62×39 e cal. 9 mm. Solo grazie ad una repentina fuga, durante la quale è riuscito a scavalcare la recinzione esterna e a scivolare in un canale adiacente, E.R.M. è scampato all’agguato ed è fuggito. Gli aggressori sono fuggiti precipitosamente a bordo dell’auto. Immediatamente sono scattate le ricerche da parte dei militari dell’Arma, anche con l’impiego di un velivolo del 2°Nucleo Elicotteri di Orio al Serio e diramando le ricerche del veicolo in tutta la regione.
L’intercettazione dell’auto e le prime attività investigative
Il dispositivo permetteva ad alcune pattuglie dell’Arma di Corsico e Abbiategrasso di intercettare l’auto, alcune ore dopo. Durante l’inseguimento che ne scaturiva i sospettati avevano un incidente e riuscivano a dileguarsi a piedi in mezzo alla vegetazione, abbandonando il veicolo a Bareggio (MI). Nell’immediatezza del fatto, al fine di evitare il ripetersi di fatti analoghi nel territorio di Seriate ed in attesa di comprendere chi fosse il bersaglio e chi gli aggressori, venivano attuati immediatamente e nei giorni successivi degli straordinari servizi di controllo del territorio da parte della Tenenza Carabinieri di Seriate, nel corso dei quali sono stati svolti numerosi posti di controllo ed identificazioni di soggetti sospetti, per garantire la sicurezza della cittadinanza.
Dalle indagini emergeva che la vittima dell’agguato, E.R.M., a seguito di una indagine della procura della Repubblica di Lodi per reati in materia di stupefacenti e per tentato omicidio, era stato in passato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, dai quali era evaso rendendosi irreperibile. Per tali ragioni successivamente la Corte d’Appello di Milano aveva emesso a suo carico un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
L’arresto della vittima e le dichiarazioni decisive
L’8 luglio 2026 i Carabinieri della Sezione Operativa di Bergamo, grazie alla attività di indagine, lo hanno localizzato su un’auto che era partita da Brescia e che si stava recando nel sud Italia. Ne scaturiva un lungo pedinamento in attesa del momento propizio per intervenire ed arrestare E.R.M. I Carabinieri, approfittando di una sosta del soggetto, lo arrestavano all’esterno dell’affollato centro commerciale “Campania” a Marcianise (CE), conducendolo in carcere a Santa Maria Capua a Vetere.
Sentito ad informazioni dal P.M. della Procura della Repubblica di Bergamo, l’uomo indicava l’identità del suo aggressore fornendo una ulteriore serie di dettagli fondamentali per la prosecuzione delle indagini
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