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Cronaca

Qualità dell’aria a Bergamo, i dati di ARPA: l’impatto del traffico aereo non è dominante

I dati raccolti dalla centralina di Colognola a Bergamo dicono che l’inquinamento dell’aria è legato maggiormente al traffico veicolare

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Nessun collegamento diretto, in termini di inquinanti registrati, con le emissioni legate al traffico aereo, mentre emerge con chiarezza l’impatto del traffico veicolare. È questa, in sintesi, la conclusione dell’analisi condotta da ARPA Lombardia sulla qualità dell’aria a Colognola, quartiere di Bergamo interessato dal passaggio degli aerei in fase di decollo e atterraggio.

I dati raccolti dalla nuova centralina di via Lagrange risultano sostanzialmente in linea con quelli registrati nel resto della provincia e, in particolare, quasi perfettamente sovrapponibili a quelli della stazione di via Garibaldi, nel centro di Bergamo. Un quadro che, secondo l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, non evidenzia per i principali inquinanti normati un contributo dominante delle attività aeroportuali.

La nuova postazione fissa è stata installata da SACBO nel settembre 2025, grazie a un investimento di 234 mila euro, in accordo con il Comune di Bergamo. Prima dell’entrata in funzione della centralina, ARPA Lombardia aveva effettuato una campagna di monitoraggio propedeutica, conclusa dopo diversi mesi di rilevazioni. Dopo il periodo necessario alla verifica e alla calibrazione degli strumenti, la postazione ha iniziato a raccogliere, a partire da gennaio 2026, i dati relativi ai principali inquinanti atmosferici normati: ossidi e biossido di azoto, PM10, PM2,5, ozono, biossido di zolfo e monossido di carbonio.

Le prime analisi dei dati della centralina fissa confermano sostanzialmente quanto già emerso dalla precedente campagna condotta da ARPA. Dal prossimo ottobre, inoltre, la gestione della postazione passerà direttamente all’Agenzia regionale, nell’ambito di una convenzione quinquennale. ARPA provvederà così a elaborare in continuità i dati rilevati e a validare e valorizzare quelli raccolti nel corso del 2026. La centralina entrerà a tutti gli effetti nel più ampio sistema regionale di monitoraggio della qualità dell’aria.

Traffico stradale prima fonte degli ossidi di azoto

A illustrare i risultati durante una conferenza stampa è stato Fabio Cambielli, direttore di ARPA Lombardia, che ha sottolineato il generale miglioramento della qualità dell’aria registrato nel 2025. L’ozono resta l’unico parametro per il quale non vengono rispettati i limiti annuali, una situazione che riguarda tuttavia l’intero territorio regionale.

Particolare attenzione è stata dedicata agli ossidi di azoto, gli NOx, prodotti principalmente dai processi di combustione. Secondo le elaborazioni di ARPA, la prima sorgente è il traffico veicolare, che incide per circa il 37% a livello complessivo, con i motori diesel come principale fonte, seguito dalla combustione industriale. Le emissioni aeroportuali rappresentano invece circa il 5,7% del totale a livello provinciale. La quota sale a circa il 10% considerando il territorio comunale di Bergamo, ma resta comunque nettamente inferiore a quella attribuita al traffico stradale, indicata in circa il 56%.

Un elemento importante riguarda inoltre la modalità con cui le emissioni aeroportuali si distribuiscono nell’ambiente. Gli aerei che sorvolano Colognola si trovano, secondo ARPA, a circa 500-600 metri di quota: le emissioni prodotte a quella altezza vengono trasportate e disperse su un’area molto ampia e non ricadono immediatamente al suolo nella zona sottostante.

PM10, l’impatto dell’aeroporto è minimo

Ancora più contenuto risulta il contributo delle attività aeroportuali alla produzione di PM10. Secondo i dati illustrati da Cambielli, la quota attribuibile all’aeroporto è pari appena allo 0,14% a livello provinciale. Anche per il particolato, dunque, il principale responsabile è il traffico veicolare. Interessante, però, è la composizione stessa del PM10 rilevato: la componente prevalente non è quella derivante dalla combustione dei motori, ma quella legata all’attrito.

Nelle particelle sono stati infatti individuati soprattutto rame, ferro, cromo, manganese e zinco, elementi tipici di componenti e parti soggette a usura dei veicoli. A confermare il peso del traffico stradale è anche l’andamento del biossido di azoto. Le concentrazioni raggiungono i livelli più elevati nelle ore di maggiore presenza di veicoli sulle strade, attorno alle 8 del mattino e alle 19, seguendo quindi l’andamento dei flussi di traffico.

I dati di Colognola in linea con quelli della provincia

La campagna di monitoraggio condotta da ARPA a Colognola aveva interessato un’area particolarmente significativa, situata nei pressi della testata della pista 28 dell’aeroporto, ma anche vicina all’autostrada A4 e alla tangenziale.

Nonostante la posizione, i valori registrati sono risultati confrontabili con quelli delle altre stazioni della rete provinciale. Durante il periodo di osservazione, il PM10 ha superato per 22 volte la soglia giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo, contro i 21 superamenti registrati nello stesso intervallo dalla centralina di via Garibaldi e i 26 di Casirate d’Adda.

Anche le concentrazioni medie di biossido di azoto e benzene rilevate a Colognola sono risultate sostanzialmente coincidenti con quelle registrate in via Garibaldi. Per ARPA, dunque, i primi dati raccolti dalla centralina fissa non modificano il quadro già delineato dalla campagna mobile: non emerge un’impronta riconducibile al traffico aereo tale da renderlo la sorgente dominante degli inquinanti atmosferici monitorati.

SACBO: “Un lavoro che facciamo da tantissimi anni”

Il passaggio della centralina ad ARPA rappresenta, per SACBO, un ulteriore elemento di garanzia e continuità nel monitoraggio. “Quella con ARPA è una collaborazione seria e rigorosa, nell’interesse di tutte le comunità”, ha sottolineato Giovanni Sanga, presidente di SACBO, ricordando come il gestore aeroportuale abbia promosso negli anni oltre trenta campagne di misurazione in diverse aree circostanti lo scalo.

“Non è un’iniziativa improvvisata o legata al piano di sviluppo aeroportuale”, ha aggiunto Sanga. “Volevamo mettere a disposizione dati scientifici, validati e verificati, che ci hanno dimostrato come la situazione sia sotto controllo”.

SACBO ha inoltre evidenziato gli interventi messi in campo sul fronte ambientale, tra cui la progressiva elettrificazione della flotta dei mezzi di assistenza a terra, arrivata al 43%, e l’installazione di un impianto fotovoltaico in grado di coprire circa il 10% del fabbisogno energetico. A questo si aggiungono le sollecitazioni rivolte alle compagnie aeree per l’utilizzo di velivoli sempre più efficienti sotto il profilo delle emissioni.

Il Comune: “Importante garanzia di terzietà”

Positivo anche il giudizio della sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, che considera il passaggio della centralina da SACBO ad ARPA una garanzia ulteriore per la qualità e l’imparzialità delle rilevazioni. La possibilità di disporre di dati raccolti e validati da un soggetto terzo, ha osservato Carnevali, permette di orientare meglio le scelte dell’amministrazione e di alimentare un confronto politico basato su elementi oggettivi. La sindaca ha inoltre auspicato che il monitoraggio possa essere ulteriormente esteso, chiedendo a SACBO e ARPA di valutare campagne analoghe anche nei quartieri del Villaggio degli Sposi e di San Tomaso.

Il monitoraggio proseguirà anche negli altri Comuni

Il monitoraggio della qualità dell’aria resta al centro dell’attività ambientale di SACBO. Il Piano di monitoraggio predisposto dal gestore aeroportuale in coordinamento con ARPA Lombardia comprende infatti altre cinque postazioni individuate insieme alle amministrazioni comunali interessate, nei territori di Azzano San Paolo, Grassobbio, Orio al Serio e Seriate. Nel corso del 2026 sono già state effettuate le campagne previste nei Comuni di Orio al Serio e Grassobbio. I relativi risultati saranno pubblicati entro la fine dell’anno.

L’obiettivo è quindi proseguire nella raccolta di dati scientifici e comparabili, inserendo progressivamente le informazioni provenienti dalle diverse aree nel sistema regionale di monitoraggio

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