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Cronaca

Il Coro Idica di Clusone porta la musica delle montagne bergamasche al Parlamento europeo

La storica formazione, fondata nel 1957, è stata protagonista di un’iniziativa promossa dall’eurodeputata Lara Magoni

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La musica delle montagne bergamasche arriva nel cuore delle istituzioni europee. Il Coro Idica di Clusone è stato protagonista al Parlamento europeo di un’iniziativa promossa dall’eurodeputata di Fratelli d’Italia Lara Magoni, dedicata a una delle realtà più rappresentative del patrimonio musicale e culturale del territorio. Un’occasione per valorizzare una storia che affonda le proprie radici nel 1957 e che si prepara a raggiungere un traguardo importante: i settant’anni di attività, che saranno celebrati nel 2027.

Fondato a Clusone dal maestro Kurt Dubiensky, il Coro Idica ha saputo portare i canti alpini in Italia e all’estero, contribuendo alla diffusione delle tradizioni bergamasche ben oltre i confini locali. Un percorso costruito nel tempo attraverso la musica, la passione dei coristi e la capacità di mantenere vivo il legame con le proprie origini.

«Accogliere il Coro Idica al Parlamento europeo significa dare spazio a una realtà che, partendo da Clusone, ha saputo farsi conoscere in tutto il mondo senza perdere il legame con le proprie radici – ha dichiarato Lara Magoni –. La sua storia dimostra quanto le nostre comunità siano capaci di custodire un patrimonio culturale e di condividerlo con Paesi e popoli diversi. Le tradizioni non appartengono soltanto al passato: continuano a vivere grazie a chi le coltiva e le trasmette alle nuove generazioni».

Una delegazione istituzionale per celebrare la tradizione bergamasca

All’iniziativa hanno preso parte anche l’onorevole Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, l’onorevole Carlo Fidanza, capo delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, gli onorevoli Gemma e Torselli, l’assessore alla Casa di Regione Lombardia Paolo Franco e don Claudio Visconti, responsabile della Comunità cattolica italiana a Bruxelles.

I rappresentanti istituzionali presenti hanno espresso il proprio apprezzamento per l’esibizione del coro e per la capacità della formazione di rappresentare la tradizione musicale bergamasca in un contesto internazionale di particolare rilievo.

La presenza a Bruxelles ha rappresentato così un’occasione per mettere in luce non soltanto il valore artistico del Coro Idica, ma anche il ruolo delle associazioni culturali nella conservazione e nella trasmissione dell’identità dei territori.

Dai festival internazionali ai riconoscimenti istituzionali

Nel corso della sua lunga storia, il Coro Idica ha portato il repertorio alpino in numerosi Paesi, esibendosi, tra gli altri, in Israele, negli Stati Uniti, in Brasile, in Messico e in Thailandia. Le partecipazioni a importanti festival internazionali hanno contribuito a far conoscere la tradizione musicale bergamasca a pubblici e culture differenti.

Dal 2019 la direzione è affidata al maestro Gianlorenzo Benzoni. Oggi la formazione conta 36 coristi, suddivisi in quattro sezioni vocali, che proseguono un percorso musicale fondato sulla valorizzazione dei canti alpini e sulla continuità con l’eredità artistica del fondatore.

A confermare il valore culturale di questa esperienza sono arrivati anche importanti riconoscimenti. Nel maggio 2025, Regione Lombardia ha conferito al coro la Menzione Rosa Camuna, mentre il 7 marzo 2026 il brano La Rosa dei Monti, composto da Kurt Dubiensky, è stato riconosciuto come Inno della Città di Clusone. Un riconoscimento che rafforza il legame tra la formazione e la comunità che l’ha vista nascere.

La musica come patrimonio da trasmettere alle nuove generazioni

La partecipazione al Parlamento europeo si inserisce in un percorso che dimostra come la tradizione possa continuare a essere attuale, capace di attraversare i confini geografici e generazionali senza perdere la propria identità.

«La musica corale è uno strumento prezioso di partecipazione culturale, capace di unire generazioni e comunità. Portare il Coro Idica al Parlamento europeo significa valorizzare non soltanto una formazione musicale, ma anche la storia e l’identità del territorio che rappresenta. È fondamentale che questo patrimonio continui a essere conosciuto e trasmesso, soprattutto alle nuove generazioni», ha concluso Magoni.

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