Cronaca
Turismo bergamasco, record di lavoro: 32.567 dipendenti
Turismo bergamasco, record di lavoro: 32.567 dipendenti Il settore cresce di quasi 3.000 addetti in un anno
BERGAMO – Il turismo bergamasco non è mai stato così ricco di lavoro. Secondo l’elaborazione Confcommercio Bergamo dell’Osservatorio sul mercato del lavoro nel turismo su dati Inps 2025 (18esimo rapporto Centri studi Federalberghi e Fipe in collaborazione con l’Ente Bilaterale Nazionale del Turismo), il settore conta quasi 3.000 dipendenti in più dell’anno precedente (+2.867 addetti, pari a una crescita del +9,7% sul 2024).
I dati del turismo bergamasco
Con 32.567 dipendenti e 3.246 imprese Bergamo si colloca al secondo posto in Lombardia per numero di addetti, dietro Milano (106.393) e davanti a Brescia (28.651). Dopo il +14,8% del 2024 (con +3.839 addetti), la crescita rallenta, ma consolida il superamento dei livelli pre-pandemia. Crescono anche le imprese con almeno un dipendente (+240 addetti, +8% rispetto al 2024). Un segnale di consolidamento anche per le imprese più piccole (nel 2023 la crescita registrata degli addetti era di soli 39 assunti). La media complessiva dei dipendenti per impresa passa da 10,1 a 10,4.
Il cuore di questa crescita del turismo sono i pubblici esercizi, che con 2.928 aziende con dipendenti (il 90,2% del totale) da soli occupano 30.147 persone, il 92,6% del totale. I servizi ricettivi impiegano 1.941 dipendenti (6,0%) in 224 aziende (6,9%); tra queste, gli alberghi ne contano 1.227 (con picchi occupazionali in stagione di 1.412 e minimi di 1.096) in 131 imprese. Seguono le attività intermediate con 418 dipendenti (1,3%) e 89 aziende (2,7%), gli stabilimenti termali con 35 dipendenti (0,1%) e 1 azienda, e infine i parchi divertimento con 26 dipendenti (0,1%) e 4 aziende. La media degli addetti per azienda varia notevolmente a seconda del comparto: si registrano 35,5 addetti negli stabilimenti termali, 10,3 nei pubblici esercizi, 8,7 nei servizi ricettivi (nei soli hotel la media è di 9,4 dipendenti), 6,6 nei parchi divertimento e 4,6 nelle attività intermediate.
L’identikit di chi lavora nel turismo
Il lavoro ha un volto soprattutto femminile (64,8%, pari a 21.103 donne), spesso part-time (57,8%, con 18.824 dipendenti). Dal punto di vista contrattuale prevale il tempo indeterminato (69,2%, con 22.536 dipendenti). Segue il tempo determinato con 9.607 addetti ( 29,5%), mentre i lavoratori stagionali e altri contratti rappresentano l’1,3% (424 addetti).
Quanto alla nazionalità, la grande maggioranza dei dipendenti è italiana, con 25.305 addetti (pari al 77,7%, in crescita rispetto al 2024 del +8,7%), mentre i lavoratori stranieri sono 7.262 (pari al 22,3%, in crescita rispetto al 2024 del +12,9%). Una componente straniera decisamente al di sotto della media regionale, che si attesta al 33% e complessiva, al 27%.
La distribuzione per fasce d’età evidenzia come i giovani tra i 21 e i 30 anni siano la fascia più numerosa (26,4%, con 8.612 addetti); la fascia tra 51 e 60 anni interessa 6.759 addetti (20,8%), dai 41 ai 50 anni 6.175 addetti (19,0%), dai 31 ai 40 anni 5.707 addetti (17,5%). I giovanissimi fino a 20 anni sono 3.005 unità (9,2%), mentre gli over 60enni sono 2.309 dipendenti (7,1%). Quanto alle dinamiche rispetto al 2024, crescono a doppia cifra rispetto al 2024 soprattutto gli over 60 (+23,2%), seguiti dagli under 20 (+13,4%), dagli under 30 (+11,4%). Nella fascia tra 31 e 40 anni la crescita rispetto al 2024 è pari al 9,2%, mentre dai 41 ai 50 segna il +5,5% e dai 51 ai 60 anni del +6,2%.
Imprese alberghiere
Nel focus dedicato esclusivamente alle imprese alberghiere, si contano 1.227 dipendenti e 131 aziende (con picchi occupazionali in stagione di 1.412 e minimi di 1.096), con una media di 9,4 dipendenti per azienda (con picchi fino a 10,2 dipendenti per azienda e occupazione minima a 8,5). Il dato bergamasco evidenzia un numero più elevato di dipendenti rispetto alla media sia italiana (che si attesta a 7,3) che lombarda (con 9,2 addetti).
All’interno degli alberghi, le donne rappresentano il 64,7% (794 addette): un dato nettamente superiore alla media lombarda (52,7%).
I contratti a tempo indeterminato ammontano al 69,4% (852 unità), il tempo determinato al 28,9% (354 unità) e gli stagionali/extra all’1,7% (21 unità). Il regime orario vede il full-time al 60,1% (737 dipendenti) e il part-time al 39,9% (490 dipendenti).
La componente italiana negli alberghi è pari al 65,4% (803 addetti), mentre gli stranieri coprono il 34,6% (424 addetti). La distribuzione per età negli alberghi vede la fascia 21-30 anni in testa con 298 dipendenti (24,3%), seguita da 31-40 anni (269 addetti, 21,9%), 41-50 anni (266 addetti, 21,7%), 51-60 anni (246 addetti, 20,0%), fino a 20 anni (69 addetti, 5,6%) e oltre 60 anni (79 addetti, 6,4%).
Imprese dei pubblici esercizi e dei ristoranti
Nel focus riservato ai pubblici Esercizi e ristoranti, il totale dei dipendenti si suddivide tra i vari comparti: i ristoranti il 47,8% con 14.420 dipendenti (+11% rispetto al 2024), le mense il 33,1% con 9.987 dipendenti (+6,4% rispetto al 2024), i bar il 17,3% con 5.226 dipendenti (+7,6% rispetto al 2024), il catering rappresenta l’1,4% con 411 dipendenti (+9,4%), le discoteche e locali notturni lo 0,3% con 103 dipendenti (-6,9% rispetto al 2024), per un totale complessivo di 30.147 addetti. All’interno dei pubblici esercizi, le donne costituiscono il 64,2% (19.365 addetti) e gli uomini il 35,8% (10.782 addetti). Il part-time raggiunge il 59,0% (17.790 dipendenti) contro il 41,0% del full-time (12.357 dipendenti). I contratti a tempo indeterminato si attestano al 68,9% (20.764 addetti), quelli a tempo determinato al 30,3% (9.130 addetti) e i lavoratori stagionali/extra allo 0,8% (253 addetti).
Gli stranieri sono 6.589, il 21,9% del totale: una media nettamente inferiore a quella lombarda, dove rappresentano il 50,44% della forza-lavoro.
Oscar Fusini, direttore Confcommercio Bergamo, commenta così il quadro : “I numeri confermano la crescente e progressiva ascesa del turismo nella nostra provincia, che occupa il secondo posto assoluto regionale dopo Milano. L’Osservatorio smentisce con i dati i falsi miti e pregiudizi che ruotano attorno al lavoro nel turismo, dalla credenza che sia un lavoro transitorio per giovani all’idea che non offra possibilità di carriera. In realtà tra i contratti regna incontrastato il contratto a tempo indeterminato e, in particolare nei pubblici esercizi e nella ristorazione, l’ascensore sociale assicura anche rapide salite. Inoltre la presenza capillare di bar, ristoranti e alberghi, offre uno sbocco occupazionale, magari anche part-time e vicino a casa a chi cerca un lavoro che consenta di conciliare vita-lavoro“.
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