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Cronaca

Bergamo, maxi-blitz della Polizia di Stato contro i gruppi violenti: 12 misure. Sabato nuovo presidio

Accertamenti sui disordini del 17 ottobre a Bergamo e perquisizione per un messaggio istigatorio diffuso in una chat WhatsApp. Sabato nuovo presidio studentesco

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Auto della Polizia (© foto di repertorio)

Una vasta operazione di prevenzione e controllo per contrastare la devianza giovanile e le condotte violente riconducibili a gruppi di giovani. È quella condotta nella mattinata di venerdì 23 ottobre dalla Polizia di Stato di Bergamo, con particolare attenzione ai soggetti coinvolti nei recenti disordini e alle iniziative potenzialmente in grado di incidere sull’ordine e sulla sicurezza pubblica.

L’attività, coordinata dalla Questura, ha coinvolto personale della Squadra Mobile, della DIGOS e della Divisione Anticrimine, con il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine di Milano, Torino e Pescara e di un’unità cinofila antiesplosivo.

Il bilancio è di circa 350 giovani identificati e 12 misure di prevenzione personali notificate. I provvedimenti hanno riguardato due maggiorenni stranieri e dieci minorenni, di cui due italiani e otto stranieri, coinvolti nelle manifestazioni giovanili degli ultimi giorni.

Controlli dopo gli scontri del 17 ottobre

Una parte dell’attività investigativa si è concentrata sugli scontri avvenuti a Bergamo il 17 ottobre, con l’obiettivo di individuare le persone che avrebbero avuto un ruolo attivo nei disordini. In raccordo con le Procure competenti, sono stati svolti accertamenti su soggetti ritenuti potenzialmente coinvolti, in prevalenza minorenni e stranieri.

I controlli hanno interessato l’autostazione di Bergamo e le aree vicine ad alcuni istituti scolastici della città e dei Comuni limitrofi. Nel complesso sono stati identificati circa 350 giovani, prevalentemente minorenni, ritenuti riconducibili a contesti di devianza giovanile. Alcuni di loro, secondo quanto emerso dagli accertamenti, avrebbero partecipato alle iniziative durante le quali si sono verificati i disordini.

Perquisizione per un messaggio in una chat WhatsApp

L’attività di prevenzione ha riguardato anche le comunicazioni online utilizzate per organizzare manifestazioni. Gli agenti hanno eseguito una perquisizione nei confronti di una persona che, all’interno di una chat WhatsApp creata per organizzare una manifestazione studentesca prevista per sabato 24 ottobre a Dalmine, aveva pubblicato un commento ritenuto istigatorio.

Tre sanzioni e verifiche sui permessi di soggiorno

Sul fronte amministrativo, sono state notificate tre sanzioni per mancato preavviso di manifestazione a persone riconducibili agli ambienti locali antagonisti e filopalestinesi, tra cui un minorenne.

Sono stati inoltre avviati accertamenti per valutare eventuali provvedimenti in materia di soggiorno nei confronti di alcuni soggetti coinvolti. In particolare, per un cittadino senegalese che, secondo quanto riferito dalla Polizia, si sarebbe distinto nei disordini verificatisi a Milano, è stato avviato il procedimento finalizzato alla revoca del permesso di soggiorno di lungo periodo.

Bastone estensibile sequestrato a un quindicenne

Tra gli interventi effettuati nell’ambito delle attività di prevenzione figura anche quello avviato dopo una segnalazione al Numero unico di emergenza 112. A chiamare è stato uno studente, che aveva riferito della possibile presenza di un’arma in possesso di un coetaneo. Gli agenti della Squadra Mobile hanno individuato un quindicenne italiano residente a Bergamo e hanno successivamente effettuato una perquisizione domiciliare. Nel corso dell’intervento è stato trovato e sequestrato un bastone estensibile in metallo leggero. Il ragazzo, incensurato, è stato denunciato all’autorità giudiziaria competente per i minorenni e, al termine degli accertamenti, affidato alla famiglia.

Sabato un nuovo presidio studentesco

Intanto sono ore concitate tra le forze dell’ordine in vista dell’annunciato presidio previsto per le 15 di sabato 24 ottobre in piazza Libertà e organizzato dall’Unione degli studenti di Bergamo: il timore è che la situazione possa degenerare com’era accaduto lo scorso sabato in città e sull’onda di quanto avvenuto, sempre sabato scorso, a Milano. Il livello di allerta è già massimo.

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