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Cronaca

Furti di Toyota RAV 4: domiciliari per due uomini di Nembro e Costa Volpino

Le indagini hanno consentito di ricostruire cronologicamente la sequenza di 12 furti, tutti consumati nel perimetro urbano di Bergamo tra il 16 febbraio ed il 16 agosto 2025

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foto di repertorio

Nella tarda serata del 17 agosto 2026, a Nembro e Costa Volpino, i militari della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Bergamo hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa degli arresti domiciliari, con applicazione del “braccialetto elettronico”. 

Il provvedimento cautelare è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bergamo, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 70enne e di un 26enne, entrambi italiani, residenti nei citati Comuni della bergamasca e già noti alle forze dell’ordine, indagati per il reato di furto aggravato in concorso.

La misura scaturisce da una strutturata attività d’indagine condotta in relazione a molteplici episodi di furto di autovetture modello Toyota RAV 4. Le indagini hanno consentito di ricostruire cronologicamente la sequenza di 12 furti, tutti consumati nel perimetro urbano di Bergamo tra il 16 febbraio ed il 16 agosto 2025 con la particolarità che numerosi eventi si sono verificati in concomitanza con gli incontri di calcio disputati in ambito cittadino.

Furti di Toyota RAV 4: modus operandi consolidato, soprattutto durante le partite allo stadio

Le investigazioni hanno ampiamente delineato il modus operandi adottato per la commissione dei delitti. Gli indagati, avvalendosi di un’autovettura per i preventivi sopralluoghi, individuavano i veicoli da asportare. Successivamente accedevano agli abitacoli previa forzatura delle portiere, per poi intervenire sulla centralina elettronica del veicolo per inibire i sistemi di sicurezza originali e l’avviamento del motore tramite la programmazione di una chiave neutra, che faceva da passpartout.

I due, al fine di impedire la localizzazione satellitare dei mezzi sottratti, avrebbe anche sistematicamente impiegato un dispositivo disturbatore di frequenze. I veicoli rubati venivano successivamente condotti e parcheggiati temporaneamente in aree isolate per essere ispezionati, prima del trasferimento in un comune diverso per l’occultamento, in gergo venivano fatti “decantare”.

Fondamentali le immagini di videosorveglianza

L’impianto indiziario è stato consolidato attraverso metodologie d’indagine tradizionali supportate da specifiche attività tecniche. Un primo sviluppo investigativo si è registrato a seguito del furto del 19 giugno 2025, quando l’analisi dei sistemi di videosorveglianza ha consentito l’individuazione del veicolo utilizzato per il supporto logistico. Successivamente, in occasione del furto dell’11 agosto 2025, gli investigatori sono riusciti ad individuare l’autovettura asportata, parcheggiata nel comune di Costa Volpino.

Nella serata del 16 agosto 2025, in concomitanza con un ulteriore furto ai danni di un veicolo parcheggiato presso l’area di sosta di un esercizio commerciale, il tracciamento satellitare dell’autovettura asportata ha guidato le pattuglie in un’area boschiva di Alzano Lombardo, dove il mezzo era stato recuperato. 

Solo due auto recuperate

Delle dodici autovetture oggetto di furto, fono ad ora solo due sono state rinvenute nel corso delle indagini e restituite ai legittimi proprietari.

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