Il tanto atteso biopic sulla carriera di Freddie Mercury e, più a largo campo, dei Queen vede finalmente la luce: la parabola dal 1970 al 1985 di quella che è stata una delle band più importanti del panorama rock e pop del ventesimo secolo, dagli esordi nei piccoli club londinesi all’avere in pugno Wembley ed il mondo intero al live AID.

La personalità di Mercury (un convincente e perfetto Rami Malek) viene presentata nelle sue mille sfaccettature in modo soddisfacente per quanto possa essere possibile in una pellicola della di durata di un paio d’ore circa. Il suo talento fuori dal comune, il rapporto con il resto della band, la sua sessualità ambigua e i suoi momenti più bui finiscono in un calderone che risulta ben congegnato ad intrattenere sia il semplice spettatore che il fan accanito. Apprezzatissime le scene di musica “live”, assurdamente fedeli alla realtà  negli aspetti tecnico-musicali e di contorno. Un film ben riuscito che sicuramente riscontrerà un notevole successo: che sia l’inizio di un’ondata di biopic sulle band del passato?

GENERE: Biografico

REGIA: Brian Singer

CAST PRINCIPALE: Rami Malek, Gwilym Lee, Ben Hardy, Joseph Mazzello

ANNO: 2018

DURATA:  134 min

VALUTAZIONE: 7,5/10

CURIOSITA’: La gestazione di “Bohemian Rapsody” è stata di ben dieci anni

QUOTE:  “A Wembley faremo un buco nel cielo!”

Rubrica a cura di Thomas Poletti – silenzioinsala.tumblr.com

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