Dopo il risultato positivo a un test antidoping a sorpresa ordinato da Nado Italia Martina Caironi spiega le sue motivazioni: “Dichiaro di essere a conoscenza della sostanza contenuta nella crema cicatrizzante che ho assunto per l’ulcera all’apice del moncone”.

La campionessa bergamasca Martina Caironi, dopo essere risultata positiva a un test antidoping a sorpresa ordinato da Nado Italia (come diffuso da Ansa), spiega le sue motivazioni con un post su Facebook.

In attesa dell’esito delle contro analisi del campione B, dichiaro di essere a conoscenza della sostanza contenuta nella crema cicatrizzante che ho assunto. Tale crema veniva da me acquistata nel gennaio 2019 dopo tre mesi di sofferenza per ulcera all’apice del moncone. Si tratta di una ferita aperta che nessuno farmaco è riuscito a richiudere e nemmeno il non utilizzo delle protesi da cammino e da corsa, con evidenti disagi importanti.
In gennaio chiedo al medico federale la possibilità di usare questa crema e mi viene detto che deve essere usata in modo locale e a piccole dosi, e che non è necessario il TUE per le quantità troppo basse.
Faccio il test antidoping a luglio che risulta negativo.
Da quel momento la ferita si apre altre due volte ma in maniera meno grave e quindi ritengo di poter continuare in piccole dosi in quanto sicura di non incorrere in alcun tipo di infrazione, tanto è vero che all’ultimo controllo antidoping di ottobre ho dichiarato tale sostanza.
Mi ritrovo a dover saltare un Mondiale in un anno fondamentale senza ancora aver provato una definitiva cura per la mia ulcera.

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