“Avvento dello scrittore”: rubrica che anticipa il Natale con un pensiero di pace, o un augurio di speranza, firmato dagli autori che ci hanno già regalato un intervista o a cui abbiamo dedicato una recensione nella sezione cultura del nostro giornale. 

 

 

Caro Babbo Natale

di Villiam Amighetti

Mai aggettivo più appropriato, visto che come lo scorso anno, le festività che ti vedono protagonista, hanno portato rincari e aumenti sui balzelli che solo noi, in quello che era definito il belpaese, applichiamo. Capisco che tu venga a trovarci solo una volta all’anno. Le nostre strade, i costi applicati al casello, la stupidità di chi ha concepito la Bre-be-mi, dimenticandosi un vespasiano, sconsigliano ad un anzianotto come te, sicuramente afflitto da prostata facile di percorrerla.

Meno ancora è invitante il fatto che alla popolazione geriatrica si cerchi di appioppare badanti, o ricoveri coatti in case di riposo, dove ti danno poco o niente e in compenso ti chiedono rette folli. Adesso, per fortuna, un falso gnomo che ne gestiva una dozzina è stato incarcerato. Mi auguro che abbia la decenza di non inviarti una letterina dove chiede di essere messo ai domiciliari.

Tu fai bene a rimanere lassù, dove le cose funzionano, la gente lavora e quando ha tempo libero legge. Qui invece facciamo tutto al contrario. Scriviamo, anche se poi i nostri graffiti non li legge nessuno. Scriviamo alle case editrici, che non si degnano nemmeno di rispondere. Poi però pubblicano in serie delle pseudo strenne di porcate indicibili. Biografie di soubrette, vite insulse di calciatori, romanzi di autori che contribuiscono ad aumentare il combustibile domestico, agende che prevedono felicità per tutti. Ogni anno. Anche se poi si campa di stenti. Allora, per favore, scrivi tu una letterina agli editori. Spiegagli che l’educazione è una cosa sacra e seria. Digli che i concorsi truccati dove vince sempre Tizio e Caio hanno stancato, magari aggiungici anche che le testate giornalistiche che assumo come collaboratori degli pseudo autori, non fanno il bene dell’editoria, ma contribuiscono solo ad affossarla.

Lascia anche una letterina a tutti gli pseudo scrittori, ricordagli che chiedere è lecito e rispondere è sempre cortesia, quindi sottolinea che il prossimo anno, i romanzetti che hanno scritto non verranno recensiti se non dopo avere ricevuto una dettagliata scheda del prodotto, una piccola nota biografica dell’autore  e una sinossi. Così non se ne può più. Sono stanco di contattare io chi deve promuovere il proprio lavoro.

Stanco di rincorrere uffici stampa che passano più tempo a giocare a solitario sul PC che non a promuovere le novità editoriali, stanco di inviare materiale a pseudo concorsi, scoprendo che il risultato finale è già deciso. Stanco di vedere che la maggior testata (RCS) si è votata all’animalismo, dando spazio alla scrittura di cani e porci. Prova a chiedere se assumo anche un paio delle tue Renne, sicuramente la tua raccomandazione conta. Stanco di dover entrare in librerie che sono diventate il consorzio agrario della letteratura, visto che vendono solo concime sotto forma di inchiostro.

Stanco di ambientalisti che urlano il loro disprezzo per chi non ama la madre terra e poi chiedono di abbattere migliaia di alberi per soddisfare il loro ego e far si che la loro ciofeca venga pubblicata. Stanco, caro Babbo, di vedere che in questo paese, non vi sia più spazio per la cultura. Che l’idiozia imperi, che chiunque continui ad essere convinto di poter fare qualsiasi cosa senza averne titolo. Così abbiamo un non Presidente del consiglio, un non Presidente della Banca d’Italia, un non sindaco, un non prelato ( la carità prevede che si viva in morigeratezza e non in attici di 600mq). Stanco di scriverti letterine che non portano mai a nulla.

Da bambino ti chiedevo l’apIce nel mondo e manco l’ho vista. Da ragazzo ho esagerato proponendoti di farmi avere a casa la Shiffer ( me l’hai fatta incontrare in vacanza…ma lei se ne andata con un marcantonio che mi guardava maluccio) da adulto ti ho chiesto salute e lavoro e mi sono beccato un tumore e la disoccupazione. Insomma, o tu non sai leggere o sei rintronato. Scegli pure, ma fammi una cortesia: dichiara al mondo intero che nella tua borraccia non c’è la bibita di Atlanta che ti ha inventato, al pari di tutti gli altri falsi dei, ma grappa che tu e gli elfi distillate clandestinamente. Siete talmente ciucchi e rintronati che non vi accorgete nemmeno di quanto le cose stiano andando male. 

Metterò un cartello nel mio giardino. Lo illuminerò bene. Ci scriverò joulupukki mene pois…in Finlandese, la tua lingua, significa, Babbo Natale… gira al largo. Mi auguro che tu non sia analfabeta, come la maggior parte dei miei connazionali.

Stammi bene e smettila di bere.

 

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