Il team “Spotlight” opera all’interno del Boston Globe, giornale locale della città statunitense, andando a far luce su inchieste scomode e portando a galla verità altrettanto scomode. Nel 2001 si trova di fronte ad uno scandalo dalle proporzione gigantesche, che vede coinvolti quasi 90 preti in attività di pedofilia…90 preti, nella sola Boston: “Il caso Spotlight” porta sul grande schermo l’indagine avvenuta nel 2001 valsa alla testata giornalistica il premio Pulitzer.

Il film narra lo svolgersi delle indagini, dalla partenza fino alle inquietanti, costanti scoperte fatte dai giornalisti (un buon cast), senza troppi abbellimenti hollywoodiani ma concentrandosi proprio sull’aspetto “di indagine” dell’intera vicenda. Un film coinvolgente ed avvincente, che tiene lo spettatore incollato allo schermo: la vittoria del premio Oscar come “miglior film” (oltre che per “miglior sceneggiatura originale”) va a valorizzare, più che il film in sé, il forte messaggio che viene mandato da una pellicola del genere.

 

TITOLO: Il caso Spotlight (Spotlight)

GENERE: Drammatico / Thriller

REGIA: Tom McCarthy

CAST PRINCIPALE: Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Stanley Tucci, Liev Schreiber

ANNO: 2015

DURATA: 128 min

VALUTAZIONE: 7,5/10

CURIOSITA’: Negli Stati Uniti il film è stato vietato ai minori di 17 anni non accompagnati da adulti, per la presenza di “linguaggio e riferimenti sessuali”

QUOTE: “Abbiamo due storie qui: quella di un clero degenerato e quella di un gruppo di avvocati che trasforma le accuse in una miniera d’oro. Quale storia vuole che raccontiamo? Perchè una la raccontiamo.”

Rubrica a cura di Thomas Poletti – silenzioinsala.tumblr.com

 

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