Cinque criminali riuniti dalla polizia per l’indagine sul furto ai danni di un trasporto merci si trovano presto in squadra insieme a causa di circostanze più grandi di loro: un colpo complicato al porto di San Pedro, Los Angeles, del valore complessivo di 92 milioni di dollari, ordinato senza possibilità di rifiuto dal temutissimo e mai visto criminale Keyser Söze.

La pellicola alterna scene del passato, relative ai cinque in azione, con scene del presente, post-colpo, quando “Verbal” Kint (premio Oscar come “miglior attore non protagonista” per Kevin Spacey) è interrogato dal detective Kujan in qualità di unico sopravvissuto della banda criminale.

Cosa è andato storto quella notte? Come mai l’identità di Keiser Söze è così misteriosa e nessuna osa pronunciare quel nome? Un thriller pazzesco che lascia lo spettatore ad arrovellarsi con ipotesi e teorie fino allo scioglimento della vicenda, a mio avviso il miglior plot-twist di sempre. Uno dei miei film preferiti.

 

TITOLO: I soliti sospetti (The usual suspects).

GENERE: Thriller.

REGIA: Bryan Singer.

CAST PRINCIPALE: Gabriel Byrne, Kevin Spacey, Benicio del Toro, Pete Postlethwaite, Chazz Palminteri.

ANNO: 1995.

DURATA: 105 min.

VALUTAZIONE: 10/10.

CURIOSITA’: Al Pacino rifiutò la parte dell’ispettore Kujan per dedicarsi ad un altro progetto: ha successivamente dichiarato che quello fu il film da lui rifiutato che rimpiange maggiormente.

QUOTE: “La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste. E come niente… sparisce”.

 

Rubrica a cura di Thomas Poletti – silenzioinsala.tumblr.com

 

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