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Cronaca

Truffa a Sassari, 3 impreditori bergamaschi indagati

Tra i 6 indagati dalla Guardia di finanza di Sassari per di truffa aggravata ci sono anche 3 bergamaschi tra cui l’imprenditore di Gazzaniga Gianfranco Gamba. Gianfranco Gamba, l’imprenditore di 68 anni di Gazzaniga conosciuto negli ultimi anni come parte offesa nell’indagine sull’ex sindaco di Valbondione Benvenuto Morandi per la sottrazione di 11 milioni di euro dai […]

Tra i 6 indagati dalla Guardia di finanza di Sassari per di truffa aggravata ci sono anche 3 bergamaschi tra cui l’imprenditore di Gazzaniga Gianfranco Gamba.

Gianfranco Gamba, l’imprenditore di 68 anni di Gazzaniga conosciuto negli ultimi anni come parte offesa nell’indagine sull’ex sindaco di Valbondione Benvenuto Morandi per la sottrazione di 11 milioni di euro dai suoi conti, è indagato per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e lottizzazione abusiva. Tre le società indagate: la Agrisun srl di Ozieri (Sassari) di cui Gamba è presidente del consiglio di amministrazione, la Alba con sede legale a Milano e la Iterna Srl di Frosinone. Sei gli indagati, tutti rappresentanti legali pro-tempore delle aziende che si sono succeduti dal 2011 al 2016. Indagati, oltre a Gamba altri due bergamaschi, uno residente ad Albino e uno di Paladina. Gli altri tre sono della provincia di Frosinone.

Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero realizzato due serre fotovoltaiche nelle campagne di Ozieri presentandole come strumentali all’attività agricola, ma di fatto gli impianti realizzati sarebbero serviti solo per la produzione industriale di energia elettrica. Il tutto per beneficiare illecitamente delle agevolazioni nel settore agricolo, urbanistico e ambientale e ottenere incentivi pubblici per oltre 50 milioni di euro.

I due impianti fotovoltaici costruiti dalle tre società mercoledì sono stati sottoposti a sequestro con un’operazione dei finanzieri del comando Unità speciali di Roma e del nucleo di Polizia tributaria di Sassari secondo il provvedimento emesso dal Gip di Sassari. Sono stati anche sequestrati i soldi incamerati a titolo di incentivi, i beni nella disponibilità delle società e quelli sui conti correnti degli amministratori, fino alla concorrenza dell’ammontare del profitto del reato per un totale di circa 13 milioni.

In una nota congiunta di Agrisun e Alba si legge che «il sequestro preventivo è stato determinato dal presunto mancato raggiungimento del volume d’affari previsto per la produzione agricola, che nelle previsioni doveva essere uguale o superiore al volume d’affari derivante dalla produzione di energia fotovoltaica. Le società hanno sempre operato per raggiungimento degli obiettivi programmati nel rispetto delle previsioni normative. Le società coinvolte hanno dato mandato ai propri legali di fornire alla magistratura ogni elemento utile per dimostrare che le serre fotovoltaiche sono sempre state tutte coltivate e in grado di garantire una produzione agricola conforme alle aspettative».

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