Un nuovo curioso caso raccontato dal nostro avvocato di fiducia nella rubrica legale del giovedì.

Siamo a Palermo, ove il locale Giudice di Pace assolve un uomo dal reato di lesioni colpose ai danni del postino, morso da un cane di proprietà dell’imputato all’interno del cortile dell’abitazione di quest’ultimo al momento della consegna della posta.

I fatti.

Il postino, giunto con la moto all’abitazione con casco e divisa da portalettere, sebbene invitato a non entrare nel cortile, aveva percorso il viale con il braccio teso per porgere una busta, ed era così stato morso dal cane. L’assoluzione del proprietario era stata pronunciata sull’assunto che il postino era stato invitato a non entrare, sicchè il suo ingresso doveva considerarsi evento imprevedibile e non evitabile per il custode del cane. Il Giudice aveva altresì ritenuto che il fatto non fosse sanzionabile perchè avvenuto all’interno d’una proprietà privata, con la conseguenza che quindi andava escluso l’elemento soggettivo della colpa.

Il procuratore della Repubblica proponeva ricorso contro la sentenza lamentando quanto segue:

  • L’ingresso del postino nell’abitazione privata è attività assolutamente prevedibile ed ordinaria, sicchè il cartello “attenti al cane” non basta ad esonerare il proprietario di casa da responsabilità
  • L’aggressione era in realtà avvenuta fuori dal cancello, ove il postino si trovava nel tentativo di sfuggire all’assalto del cane

Il ragionamento della Corte:

  • Tutti gli animali domestici, ricorrendo determinate circostanze, possono essere pericolosi, anche quelli generalmente considerati domestici. Nel caso dei cani la pericolosità deve essere accertata in concreto, sulla base della loro razza di appartenenza
  • Per quanto sopra il proprietario dell’animale riveste posizione di garanzia essendo tenuto a controllare e custodire l’animale, adottando ogni cautela per evitare e prevenire  possibili aggressioni a terzi, anche all’interno dell’abitazione
  • La sentenza del Giudice di Pace non ha opportunamente valutato la circostanza della non adeguata custodia del cane, che nel caso di specie si era facilmente liberato dalla presa della padrona quando il cancello si era aperto, sino a mordere il postino
  • Il cane era di grossa taglia, ovvero tale da dover essere adeguatamente controllato tanto all’interno quanto all’esterno della proprietà
  • La relazione di servizio dei Carabinieri intervenuti in loco affermava che l’aggressione era avvenuta fuori dal cancello e non in conseguenza dell’ingresso nella proprietà da parte del postino
  • Il cartello “attenti al cane” non è sufficiente ad esonerare il proprietario da responsabilità. Un cartello di tal natura infatti costituisce mero avviso della presenza del cane e non esaurisce gli obblighi del proprietario di evitare che il cane possa arrecare danno alle persone, obblighi che devono essere adempiuti assicurando il cane a guinzaglio o catena ovvero custodendolo in una zona del giardino che non gli consenta di avvicinare gli estranei o di scappare.

Sulla base di questi motivi la sentenza, afferma infine la Corte, è carente, perchè attribuisce la responsabilità dell’evento al comportamento del postino ritenendo al contempo connaturato nel cane l’istinto di difesa del padrone e del proprio territorio. Il Giudizio del Giudice di Pace è quindi formulato in maniera illogica e non corretta poichè afferma che “il cane non avrebbe attaccato il postino se questi non fosse entrato nella proprietà”. In realtà il giudizio doveva essere volto a verificare se la condotta omessa, ovvero un’adeguata custodia, ove adempiuta, avrebbe impedito l’evento.

Per questi motivi la Corte ha annullato la sentenza con rinvio al Giudice di Pace  per una motivazione che si attenga ai principi di diritto ed alle argomentazioni enunciate dalla Corte.

Rubrica a cura dell’avv. Stefano Savoldelli del foro di Bergamo

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