Come mai i cellulari sembrano diventare lenti col tempo? Ce lo spiega il nostro esperto nella rubrica dedicata alla tecnologia.

I cellulari diventano sempre più lenti man mano li usiamo, costringendoci a passare ad un nuovo modello anche se il vecchio funziona ancora. Ma perché rallentano con l’età? Ed è sempre necessario passare al nuovo?

Le aziende produttrici di smartphone sfornano di continuo nuovi modelli, con processori ultraveloci , caratteristiche aggiornate e a volte innovative. Spesso però il motivo che ci porta a cambiare il nostro cellulare non è la ricerca della nuova funzione che finora non avevamo ma la lentezza e la conseguente “inusabilità” del notro apparecchio.

Perché un telefono che non ha nessun guasto e che funziona bene, diventa talmente lento da diventare frustrante e di fatto non usabile?

I primi segnali di questo graduale declino sono le App  che si caricano lentamente, o lo schermo che “freeza” (cioè che si blocca su una schermata fissa, per poi sbloccarsi dopo un po’… o dopo un riavvio forzato), o addirittura messaggi che non vengono consegnati.

Le ragioni dell’invecchiamento sono molte, ma la principale è che un telefono concepito per funzionare con una certa versione del sistema operativo (il “programma” che fa funzionare tutti i servizi del telefono, dallo schermo touch, alla tastiera, le chiamate, gli avvisi, ecc.) riceve regolarmente degli aggiornamenti che richiedono uno sforzo extra al suo hardware e spesso causano un sovraccarico del sistema

Spesso quindi memoria e processore “non ce la fanno”, non riescono a gestire in un tempo ragionevole le normali operazioni.

Ecco che allora quando apriamo la tastiera a schermo per scrivere un messaggio compare prima un riquadro bianco e dopo qualche secondo (o qualche minuto…) la tastiera vera e propria. Processore e memoria sono molto rapidi, ma quando sono sovraccaricati i loro tempi di elaborazione e risposta diventano lunghissimi.

Un altro motivo sono gli aggiornamenti delle App: anche qui i produttori di applicazioni rilasciano nuove versioni e inseriscono nuove funzioni, che anche questa volta richiedono più tempo di elaborazione.

Se ci pensiamo è semplice: se invece di attivare 10 funzioni ne devo attivate 50 il telefono impiega più tempo. In certi casi le applicazioni aggiornate non partono nemmeno, o non sono più compatibili col nostro telefono.

Col tempo poi le App installate aumentano di numero: un telefono nuovo ha poche app, ma ogni utente installa le sue preferite. Il telefono invece di gestire 5 app ne deve gestire 10 o 20 e allora si ricade nella “sofferenza da sovraccarico” di cui sopra.

Spesso poi le App, anche se non vengono aperte direttamente da noi utenti, vengono comunque caricate in maniera silente (o, come si dice in gergo, “in background”, cioè senza mostrare un interfaccia o una schermata visibile). Questo è ancora un extralavoro per processore e memoria, e si aggiunge a tutto quanto già descritto.

Ma allora non c’è soluzione? Devo rassegnarmi e periodicamente passare a un telefono nuovo anche se il mio funziona ancora?

Non è detto. Prima di gettare il telefono nella spazzatura, provate a disinstallare le App che non usate, tenendo solo quelle veramente utili e utilizzate.

Questo aiuta anche a recuperare dello spazio di memorizzazione, occupando meno “disco” sul telefono. Per lo stesso motivo è buona pratica spostare immagini e video su un PC (o una scheda rimuovibile) liberando ulteriore spazio.

Una volta rimosse le app inutili, si può provare ad ottimizzare quelle che richiedono l’avvio in background, andando a esplorare le impostazioni del telefono e delle App per caricarne il minor numero possibile.

Rubrica a cura di Igor Brusetti, per saperne di più clicca qui.

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