A proposito di Denis Urubko, che ha fondato la sua scuola allievi a Valcanale, in alta Val Seriana, Montagna.Tv ha intervistato l’alpinista in vista della sua scalata invernale al K2.

Foto @ GÓR

È il quindicesimo uomo al mondo ad aver realizzato la salita di tutti e 14 gli Ottomila ed è il nono ad averlo fatto senza l’utilizzo dell’ossigeno supplementare. Una corsa durante la quale ha aperto tre nuove vie e ha realizzato due prime salite invernali (Makalu e Gasherbrum II).

Stiamo parlando di Denis Urubko, uno dei nomi più famosi del team, guidato da Krzysztof Wielicki, che quest’inverno tenterà la salita invernale del K2. Tra incertezze, dubbi e voglia di riuscire nell’impresa Denis ha risposto a qualche domanda.

Quando inizia la tua storia con il K2 invernale?

Tutto è iniziato a metà dello scorso anno con l’invito a partecipare al progetto K2. Ho sognato di prendere parte alla spedizione, ero davvero felice di partecipare, ma alla fine quella spedizione è stata cancellata.
Nel 2017 mi sono arrivati molti inviti, ma nulla di certo, anche a causa dei miei acciacchi fisici. Questi ultimi sono infatti stati anni molto difficili vissuti tra problematiche di immigrazione, doveri familiari e mancanza di denaro per realizzare grandi progetti alpinistici.

Per queste ragioni non hai detto immediatamente di si a Wielicki?

No. In realtà il tutto nasce dal fatto che ho ancora paura degli atti terroristici in Pakistan. Per questo ho preferito non confermare immediatamente la mia partecipazione. Tutto è cambiato all’inizio di settembre, quando sono tornato dalla zona centrale del Tien-Shan dove ho avuto modo di compiere interessanti salite ai picchi Khan-Tengri, Chapayeva e Irbis ed ho capito che fosse giunto il momento del mio “check-in”. Ho chiesto a Krzysztof Wielicki di includermi nella spedizione invernale al K2 e lui mi ha risposto positivamente. Ero veramente felice tanto da cancellare immediatamente tutta una serie di impegni tra gennaio e febbraio. Purtroppo però, tre giorni dopo, ho ricevuto una lettera che mi informava del rifiuto alla mia richiesta di partecipazione. Potete immaginare come mi sia sentito.

A questo punto?

È tutto nuovamente cambiato: una settimana dopo sono stato nuovamente invitato a partecipare. Un vero shock, un’emozione immensa, mi veniva da piangere! Solo però nei primi giorni di ottobre ho avuto modo di andare a trovare a casa Wielicki, di poterci parlare e chiacchierare per lungo tempo così da farmi spiegare con precisione il programma di viaggio. A quel punto mi sono immerso totalmente nell’allenamento per la spedizione.

Questa non sarà la tua prima volta al K2 invernale. Sei già stato là altre vol­te e ci sei già stato proprio con Wielic­ki. Cosa ti aspetti da questa nuova esp­erienza?

Leggi tutta l’intervista su Montagna.Tv.

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