L’Azienda socio sanitaria territoriale Bergamo Est ha presentato i percorsi di assistenza al parto attivi a Piario anche in caso di chiusura del Punto nascita.

Presentati nel pomeriggio di oggi dall’ASST (l’Azienda socio sanitaria territoriale) Bergamo Est i percorsi di assistenza al parto attivi a Piario anche in caso di chiusura del Punto nascita.

L’incontro, che ha visto la partecipazione di una decina di future mamme, è stato organizzato dalla stessa ex Azienda Ospedaliera Bolognini per illustrare le forze messe in campo in supporto alla maternità.

Com’è noto, dopo la Delibera regionale che disciplinava la chiusura della Punto nascita dell’ospedale Locatelli di Piario, il futuro del reparto è ora in mano alla decisione del Tribunale amministrativo di Brescia (leggi qui). Questo continuo rimpallo di responsabilità non ha però smorzato l’attività dell’ASST Bergamo Est che ha in serbo anche un progetto qualora il Punto nascita chiudesse.

Relatori dell’incontro nell’aula multimediale Roberto Cosentina, Direttore Sanitario ASST Bergamo Est; Maurizio Algeri, Primario del reparto di ostetricia di Piario e la dottoressa Adriana Alborghetti, Direttore Professioni Sanitarie e Sociali. “Questo è  il primo di una serie di incontri che ha voluto Regione Lombardia – ha esordito la dottoressa Alborghetti – e che tutte le aziende regionali dovranno organizzare”.

Già attivo il Percorso di assistenza alla gravidanza a basso rischio ostetrico

Ampio spazio è stato dato alla presentazione del Percorso di assistenza alla gravidanza a basso rischio ostetrico, che è la condizione che si verifica nella maggioranza dei casi: il 55% a livello nazionale sono infatti gravidanze fisiologiche ovvero senza rischi.

“Negli anni si è perso di vista il carattere fisiologico dell’evento nascita – hanno proseguito Cosentina e Algeri -. Occorre attivare nuovi modelli organizzativi di basso rischio ostetrico, potenziare il rapporto con i consultori e attivare i percorsi in base al rischio di gravidanza”.

In questo nuovo Percorso di assistenza lo screen iniziale sarà compito dell’ostetrica che dichiarerà se si tratti di una gravidanza a bassa, medio o alto rischio. La futura mamma sarà dunque seguita passo passo dall’ostetrica anche attraverso visite domiciliari. Impiegate in questo progetto ostetriche esperte “senior”.

Il progetto “Terre Alte alta Valle Seriana e Scalve”

Questo il percorso messo in campo col Punto nascita attivo ma, qualora questo chiudesse cosa accadrà?

“L’Azienda – spiegano i medici – attiverà il progetto ‘Terre Alte alta Valle Seriana e Scalve’, che comprende: la presenza di un ambulatorio, l’erogazione di servizi quali visite ostetriche 24 ore su 24 e visite a domicilio. Importante sarà dunque, come già ribadito, il ruolo e il rapporto con le ostetriche che seguiranno le donne dal travaglio al parto accompagnando le partorienti in ospedale”.

Alle future mamme è stato anche ricordato che i parti precipitosi sono rarissimi (2 su 3000 in un anno per l’ASST Bergamo Est) e che comunque, in caso di parto precipitoso, il personale dei Pronto soccorsi degli ospedali dove non ci sono i Punti nascita sono in grado di far partorire.

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