Con un’interrogazione il consigliere regionale Jacopo Scandella scrive alla Regione riguardo al futuro degli ospedali di Piario e Lovere.

Con un’interrogazione il consigliere regionale Jacopo Scandella scrive alla Regione riguardo al futuro degli ospedali di Piario e Lovere. A preoccuparlo, oltre alla chiusura del punto nascita, la chiusura di altri importanti servizi che penalizzano sempre di più i territori di montagna.

Proprio in questi giorni l’azienda ospedaliera ha reso pubblici i dettagli del del centro per la cura dei disturbi alimentari che verrà realizzato nello stabile dismesso nei pressi dell’ospedale di Piario. Un centro all’avanguardia che però – secondo Scandella – non ripaga di tutti i servizi tolti.

“Il centro per la cura dei disturbi alimentari era una promessa fatta dalla Regione all’Alta Valle Seriana dopo la chiusura del punto nascita di Piario – spiega Scandella -. Per ora, di concreto c’è soprattutto il ritardo di un anno nel cronoprogramma. Ma nel frattempo, a Piario si chiudono dieci posti letto a medicina per carenza di personale, non ci sono più un cardiologo ed un radiologo di riferimento e l’urologia – diversamente da come annunciato – gravita principalmente su Seriate. Ora, se si fa il centro e lo si fa in tempi rapidi, va benone. Ma la cosa a cui dobbiamo dedicare più attenzione è la salvaguardia dell’ospedale, con la presenza di personale qualificato e numericamente adeguato. Per questo ho presentato un’interrogazione all’assessore Gallera, perché si faccia chiarezza una volta per tutte sulle reali intenzioni della Regione riguardo agli ospedali di Piario e Lovere e la si smetta di scaricare i problemi del sistema sulle valli, sui piccoli centri, sulle periferie”.

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