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“Non vogliamo essere ricordati come dei ladri”, Roberta farmacista di Albino spiega il caos delle mascherine

Se non fosse la realtà quella delle mascherine potrebbe sembrare una barzelletta. Ce la racconta Roberta Leontini, titolare della Farmacia centrale di Albino che spiega: "Non vogliamo essere ricordati come dei ladri".

Se non fosse la realtà quella delle mascherine potrebbe sembrare una barzelletta. Prima la difficoltà per i farmacisti nel reperirle, facendole arrivare da tutto il mondo, con ordini pagati in anticipo bloccati in dogana e il rischio di non averle ne per sé ne per i clienti. Poi la corsa dei clienti ad acquistarle e infine la decisione del Governo di vendere le chirurgiche a 50 cent. (ovvero 61 cent. perché l’Iva non è stata tolta). Prezzi completamente fuori mercato che obbligano molte delle ditte, che nel frattempo le hanno prodotte in Italia, a tenerle stoccate nei magazzini. Mentre gli stessi farmacisti, che si sono sentiti dare dei “ladri”, sono stati obbligati a venderle a prezzi ribassati perdendoci parecchi soldi.

A raccontarci la vicenda è Roberta Leontini, farmacista titolare della Farmacia centrale di Albino, giovane professionista e mamma che ha vissuto i mesi della pandemia in bilico tra la paura di contagiare la famiglia e la forza di aiutare più persone possibili.

Il suo, è il racconto di tanti farmacisti in prima linea in Val Seriana, impegnati ogni giorno ad assistere i clienti, a reperire ossigeno e a curare anche tutti gli altri malati.

Roberta denuncia il completo abbandono da parte delle istituzioni, la mancanza di prevenzione e di screening. “Per ripartire in serenità tutta la popolazione dovrebbe essere sottoposta ad esami. Solo il distanziamento e i dispositivi di protezione ci possono salvaguardare. Il virus non è stato sconfitto”, conclude Roberta.

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