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Cronaca

Lombardia, è polemica sulle regole per il trasporto pubblico

Treni e bus lombardi, polemiche sulle nuove regole. Terzi: ordinanza in linea con altre regioni del Nord.

I nuovi provvedimenti inseriti nell’ultima ordinanza regionale lombarda in riferimento al trasporto pubblico hanno creato qualche sollevazione. Sui mezzi pubblici infatti sarà possibile occupare tutti i posti a sedere e il 50% di quelli in piedi. A rigiardo, non solo si è espresso il Governo che ha ripristinato la distanza di un metro, ma il Movimento 24 agosto ha diramato queste perplessità.

In Lombardia fine del distanziamento sui mezzi pubblici

“Mentre il Governo conferma l’obbligo di distanziamento di almeno un metro tra i passeggeri dei mezzi pubblici (dai treni ai bus) con annesso obbligo di uso di mascherina – spiega Massimo Mastruzzo, Referente regionale della Lombardia per M24A-ET – la Lombardia annuncia la fine del distanziamento: da Milano alle altre province della Regione si potranno continuare ad utilizzare il 100% dei posti. Chi si è messo in luce per una gestione fallimentare, evidenziata da un numero di decessi in Lombardia più della metà del totale italiano. Chi per l’incapacità di una classe dirigente, pari solo alla sua presunzione si è meritato una citazione sulle testate giornalistiche internazionali (in Italia quelli meno bravi vengono recensiti solo al di sotto del 42° parallelo) come il Los Angeles Times che scrisse: “La tempesta perfetta di quello che è andato storto in Lombardia è una lezione per il mondo”. La Lombardia presa ad esempio per quello che NON si deve fare. Dovrebbe aver compreso che, per le provate incapacità, farebbe meglio a non prendere ulteriori decisioni in merito alla gestione Covid-19″.

Terzi: ordinanza in linea con altre regioni del Nord

“I cittadini hanno bisogno di certezze e non di assistere a liti tra ministri che generano norme contraddittorie. Le decisioni assunte dalla Regione Lombardia sono in linea con i risultati dei dati sanitari lombardi delle ultime settimane. E sono in linea con quanto stabilito dalle Regioni confinanti, che ben prima della Lombardia hanno consentito l’aumento della capienza dei mezzi pubblici. Sorprende, quindi, che le forze di Governo contestino la nostra ordinanza ma non abbiano fatto altrettanto, a suo tempo, verso gli analoghi provvedimenti delle altre Regioni del Nord”.  L’assessore regionale alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile, Claudia Maria Terzi, interviene così nella discussione che si è generata dopo l’ordinanza firmata dal ministro Roberto Speranza.

“Le incertezze delle ultime ore segnalano una volta di più – prosegue Terzi -, la mancanza di una regia a livello nazionale in grado di affrontare la complessità dei problemi. Penso al tema della scuola, con le limitazioni al riempimento dei mezzi c’è il serio rischio che gli studenti nemmeno arrivino in classe. Dato che non è realisticamente possibile moltiplicare il numero di autobus o treni da impiegare per il trasporto scolastico. L’ordinanza di Regione Lombardia va nella direzione di dare risposte anche da questo punto di vista. Restiamo aperti al dialogo e alla volontà di trovare soluzioni condivise, ma non accettiamo attacchi strumentali e sconclusionati”.

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